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Epstein Barr EBV Stanchezza Afte dolori reumatici faringostomatite

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  Epstein Barr EBV Stanchezza Afte dolori reumatici faringostomatite

Epstein Barr EBV Stanchezza Afte dolori reumatici faringostomatite

 

Epstein Barr EBV Stanchezza Afte dolori reumatici faringostomatite

Epstein Barr EBV Stanchezza Afte dolori reumatici faringostomatite 

 

 

Salve Dottore. Ho letto molti sui  interventi su Omeopatiaitalia. Sono molto interessato alle sue conoscenze sulla medicina biologica e  Integrata

Le illustro sperando nella maniera più breve e sintetica possibile, il mio strano quadro clinico 
Ormai da + di 5 anni convivo,con una leucopenia cronica,confermata anno su anno dagli esami del sangue. 
Ho ovviamente eseguito tutti i test possibili e immaginabili,per escludere i virus Hiv e malattie veneree varie,essendo io cmq un soggetto con una vita sessuale abbastanza attiva. 
ho avuto circa 6 anni fà un episodio di infiammazione(un pò anche colpa mia) di praticamente tutte le stazioni lifatiche ( collo,ascelle,inguine) dico colpa mia perché a seguito di un evento dermatologico poi classificato come semplice secchezza della cute dovuta al sudore, e complice anche l'ignoranza comune, mi sn preso anchi'io la classica paura da contagio hiv,che a quanto pare è molto più diffusa di quel che pensassi(la paura da contagio) cmq in preda a questa paura ho iniziato e tastarmi ripetutamente questi linfonodi che non risultavano aumentati di volume,ma dopo un pò a furia di tastarli hanno cominciato realmente a farmi male,cmq in quel periodo di circa 8 mesi avrò eseguito circa 10 test elisa hiv,tutti NEGATIVI,insieme alle varie analisi eseguite,ho effettuato anche il test per l'Epstein Barr,risultato positivo,ma da esposizione pregressa di circa 6 m-8 mesi. comunque fin lì a parte il continuo indolenzimento delle stazioni linfatiche,i vari parametri ematologici,erano tutti ok. e do circa 14 mesi anche i linfonodi hanno cominciato a non dolere cosi come prima anche perchè mi sforzavo di non tastarli. il problema è iniziato do circa 4 anni fà,quando dagli esami di routine che eseguivo ,si inizia a notare una certa leucopenia,sul valore globale dei leucociti,ma la formula era ancora ok. dp 6 mesi ripeto gli esami e si riscontra oltre a una lieve leucopenia totale ,anche una lieve linfopenia. ,da li in poi ogni volta che eseguo gli esami del sangue,si riscontra questa lieve linfo eleucopenia  esempio  3700 su minimo di riferimento 4000 e 1300 su minimo di riferimento 1500 per i linfociti.  tutti gli altri parametri risultano comunque nella norma. 
premessa important in tutto questo periodo io vivo in una condizione di stress che dire esagerata è dire poco,causa vita familiare e coniugale costantemente in bilico,lavoro da libero professionista,orari inproponibili,e soprattuto costante insonnia,proprio per questi motivi sia io ma anche il mio medico curante che ben mi conosce ha sempre imputato questa mia condizione leucocitaria al forte stress a cui sono sottoposto da tt questi anni. 
passiamo ai sintomi, allora sintomi specifici non c'è ne sn,fortunatamente non ho episodi di infezioni ricorrenti ecc,anzi mi ammalo veramente di raro e specialmente che io ricordi non prendo un influenza vera e proria da ormai anni. PERò c'è stao un evento circa 3 anni fà che ha sucitato un pò di frustrazione,in pieno luglio sono stato colpito da quel che è stato definita,una faringostomatite erpetica,che mi ha messo ko per circa due settimane,con vescicole aftose di piccole dimensioni disseminate in sotto il dorso della lingua ,sotto il palato molle,e in tutta la faringe fino all'altezza della laringe,inutile illustrarle il dolore e la sofferenza in quelle 2 settimane,trattato con aciclovir. il medico dell'ospedale dove mi sn recato,mi ha spiegato che molto probabilmente si trattava di un infezione primaria da herpes simplex,visto che non ho mai sofferto in tutta la mia vita di herpes,anche se continuamente a contatto con esso,visto che mia moglie ne è spesso vittima. ok finito quell'episodio,per altri 2 anni sn stato bene,ho ripreso la mia frenica e superstressa vita,e dopo circa 6 mesi hi ripetuto le mie solite analisi del sangue,che confermavano ancora quelle lievi carenze leucocitarie.
ho spesso chiesto al mio medico di prescrivermi delle analisi specifiche delle sottopopolazioni linfocitarie ,ma lui mi ha smpre ripetuto(con troppa superficialità) che quei valori non destavano sospetti,ed erano da ricondurre allo stress che mi porto addosso. morale,a distanza di circa 2 anni da quel tremendo episodio di faringite erpetica,mi è ricomparsa questa sintomatologia,ma questa volta in forma molto ma molto ridotta ,con circa 2 max 3 piccole afte sui pilastri tonsillari,e nella parte bassa della laringe,oviamente sn durati molto meno tempo,questo purtroppo a conferma di quel che mi disse l'infettivologo che mi diagniostico l'infezione primari ,ossia che sicuramente mi si sarebbe riproposto questo problema,ma sicuramente in maniera ridotta,in sostanza invece che uscirmi sulle labbra come le persone "normali" a me si sarebbe riproposto alla gola,la dove era uscito la prima volta.
altra nota: io di afte buccali ho sempre sofferto,ma mi uscivano nelle guance sulle labbra ecc. altro sintomo credo importante,ormai da anni soffro di dolori simil reumatici, tipo fitte inprovvise che mi prendono nelle giunture e soprattuto lungo le ossa,in maniera indiscriminata,tipo 2 min prima ho una fitta al polso,2 min dopo come se girasse me la ritrovo lungo il tibiale ecc. le grandi articolazioni sn poco coinvolte,e nn sono doloranti.
 
Altra cosa importante,è che comunque mi porto dietro una condizione di lieve ma costante stanchezza,sarà perchè la mia vita è molto frenetica,ma tutto quel che faccio mi pesa veramente molto,rispetto a 6-7 anni fà.
 
questa è in sostanza la mia anamnesi,purtroppo nonostante gli sforzi è venuta abbastanza lunga questa lettera,ma spero sia almeno esaustiva.
 
leggo dal suo profilo che lei esercita a Massa,io mi trovo abbastanza spesso dalle sue parti per lavoro,quindi per me nn è un problema
 
Aspetto fiducioso un suo cortese cenno di riscontro
 
 

Egregio,

condizione leucocitaria al forte stress a cui sono sottoposto da tt questi anni. Non è possibile imputare sempre e tutto allo stress, condiziona e sposta la diagnosi, troppo facile, dimostra trascuratezza.

 

l'Epstein Barr,risultato positivo,ma da esposizione pregressa di circa 6 m-8 mesi. Quella dicitura: esposizione pregressapurtroppo cancella la diagnosi esatta, crea confusione, manda in stress la persona, poiché pensa ad una infezione da HIV, che non esiste, lo costringe a fare mille esami completamente inutili, non indirizzano verso la diagnosi esatta: la presenza del virus, che ha particolari caratteristiche, rimanere latente e persistente per anni, vivere indisturbato nelle cellule, soprattutto quelle del sistema linfatico, linfonodi, riattivarsi periodicamente, creare tutti i sintomi che lei sta vivendo; attacca i linfociti, soprattutto i CD4, come il virus dell’HIV, per questo, viene creata tutta la confusione. Permette ad altri virus di entrare, della stessa famiglia,Herpes Simplex e Zoster, tutti quanti con la medesima caratteristica, rimanere latenti e persistenti in forma attiva, creare sintomi, riattivarsi periodicamente, abbassare i linfociti. Il virus di Epstein Barr, come Herpes Simplex, Zoster hanno un particolare tropismo per il sistema nervoso, sia periferico che centrale, così provoca i sintomi di stanchezza, difficoltà di concentrazione; ma può anche innescare le artriti reattive, con tutti i sintomi di dolori simil reumatici.

 

Il virus di Epstein Barr ha particolari caratteristiche, riesce a rimanere latente e persistente nelle cellule dell’organismo, soprattutto quelle del sistema immunitario, linfociti, che vengono attaccati ed inizia la battaglia   dentro i linfonodi che diventano “reattivi”; ma attacca anche quelle della milza, fegato; non in forma “dormiente”, ma ben attiva. Produce proteine che non lo fanno individuare, soprattutto la interleuchina 10, che serve al sistema immunitario per comunicare a tutte le cellule che il nemico è uscito, inganna il sistema immunitario, ma anche il medico, che crede non sia più presente e quindi trascura la diagnosi esatta e va a cercare altre soluzioni, girondolando fra i vari esami, non riuscendo più a comprendere l’esatta provenienza dei sintomi presentati dalla persona che ne è infetta.

Il virus rimane dentro, una volta entrato,  si  riattiva periodicamente , il problema consiste nella sua possibilità di creare problematiche importanti.

Questo è il motivo per cui io ritengo la sua eliminazione essenziale, ed ho strutturato una metodica che con il tempo lo elimina, aiutando il sistema immunitario in questo compito.

Proprio per poter arrivare ad una spiegazione in maniera precisa e rapida, in studio effettuo esami strumentali, non invasivi, che mi permettono, in tempo reale, di seguire il ragionamento clinico diagnostico, accertare le effettive cause della sintomatologia espressa, chi la sta provocando o innescando come agente patogeno, che può essere entrato con il virus di Epstein Barr, come il CytomegalovirusHelycobacter Pylori, verificare quali alterazioni sono state provocate sul sistemaimmunitario, approntare la terapia adeguata, poter seguire, nei controlli, la evoluzione della patologia.

Successivamente, gli esami consigliati, saranno rivolti effettivamente alle problematiche della persona esaminata, per affinare la ricerca della problematica.

Prima la diagnosi,   poi gli esami; questi non conducono alla diagnosi se non la hai nel tuo ragionamento.

 Come vede, l’analisi diventa molto accurata, indagando l’organismo nel suo complesso, per riportarlo ad un funzionamento regolare e fisiologico. Scelgo la via più difficile e lunga, ma è quella che porta alla soluzione definitiva, perché parte dalla reale diagnosi, con la possibilità di seguire la evoluzione della progressione del raggiungimento del regolare funzionamento dell’organismo.

Un esame clinico è estremamente importante, poiché mette la persona nella condizione di comprendere e capire le cause che stanno determinando i suoi sintomi, per risolverli, senza soppressioni, ma condotti gradatamente alla loro lenta soluzione.

 

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