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Febbricola da due mesi

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Da circa 2 mesi ho una febbricola costante (37.2) e fastidiosa, visto che in genere ho una temperatura molto bassa. tutto è iniziato a seguito di un lungo periodo di tosse secca e persistente, curata con antibiotici. Successivamente a questa terapia, la tosse è passata completamente, ma la febbricola è rimasta. il medico mi ha fatto fare una lastra al torace, ma tutto era a posto; quindi mi ha prescritto 10 gg. di cortisone. Nonostante questo la febbre però non se ne è andata. così ho fatto le analisi del sangue (emocromo, VES, PCR, TSH, CPK, transaminasi GO e GP, amilasi, glicemia, creatinina e protidogramma, + urine. tutto è risultato nella norma, con un valore leggermente alto dei globuli bianchi (10.29). il medico mi ha detto di buttare il termometro e semmai di rifarmi viva tra qualche tempo per ripetere le analisi, mi ha detto che la febbre deriva dallo stress, per un periodo di superlavoro.
la mia domanda è: ci sono cause che potrebbero essere indagate con esami differenti da quelli effettuati?
ho dimenticato riferire il fatto che la febbre non mi dà spossatezza, ma una sensazione molto fastidiosa di forte calore alla testa e agli occhi, mi sveglio spesso la notte, soprattutto verso le due, ho iniziato anche ad avere difficoltà ad addormentarmi, spesso durante la notte, mi trovo sudata, la mattina mi sveglio un poco imbambolata e durante il giorno ho sonnolenza. Mio Marito ha riscontrato
mediante ecografia transrettale: prostata nella norma per dimensioni, aree di sclerosi circostante la zona di transizione per esiti flogistici. Potrebbe anche questo avere importanza?

Occorre sempre accertare la causa che determina il sintomo, per eseguire una terapia mirata, molti sono gli agenti patogeni che possono determinare quella febbricola, non solo i batteri, potrebbero essere interessati virus, su cui gli antibiotici non hanno effetto. Lei dice che il marito presenta “mediante ecografia transrettale: prostata nella norma per dimensioni, aree di sclerosi circostante la zona di transizione per esiti flogistici.”, questi esiti flogistici potrebbero essere determinati da agenti patogeni che in passato hanno infettato la prostata, ma che potrebbero essere sempre presenti, per cui passati a lei. Il cortisone abbassa le difese dell’organismo, inibendo i processi di difesa e l’infiammazione, per cui i responsabili potrebbero diffondersi, ma il sistema immunitario ha reagito e continua nel suo compito di difesa contro chi sta procurando l’infezione, la febbre, che costituisce uno dei sistemi di difesa più importanti, per cui va sempre compresa la sua origine, e non la sua soppressione, ogni sintomo deve essere compreso e condotto alla sua lenta soluzione.
Ogni volta che nell’organismo entra un “estraneo”, agente patogeno, il sistema immunitario lo identifica attraverso la cellula dendritica, il ricognitore tutto fare, da qui inizia tutto il processo di difesa con produzione di citochine, proteine che hanno il compito di comunicare a tutto il sistema immunitario, l’inizio dei processi di difesa, fra cui l’interleuchina 1, chiamata anche il pirogeno endogeno, provoca la febbre. La sua sintesi è stimolata da altre citochine, Interferone gamma, Tumor necrosis alfa, Platelet Activating Factor, fattore stimolante le piastrine ed è depressa dall’uso dei cortisonici. L’Interleuchina 1 potenzia l’azione del Fattore stimolante le colonie CSF, sul midollo stimolando la replicazione delle cellule staminali midollari, stimola la proliferazione dei linfociti B e T e la secrezione di altre citochine, da cui inizia tutta la reazione infiammatoria. La presenza costante della infezione, stimola costantemente la sua produzione, con tutti i sintomi correlati, anche della febbre.
In tutto questo meccanismo il sistema compie uno sforzo notevole, comunicherà con proteine specifiche, citochine tutto quello che sta avvenendo; con tutto questo lavoro, produrrà i sintomi vaghi ed aspecifici, segnali che si riferiscono proprio ad ogni lavoro che viene effettuato. Sono avvertimenti indizi di tutta quella “battaglia” che le cellule del sistema immunitario stanno effettuando, ogni cellula comunica tutti gli avvenimenti, così la persona avverte con i sintomi vaghi ed aspecifici, ogni episodio, evento, che si sta verificando. Poiché ancora non si è stabilita una malattia precisa, il sistema immunitario sta lavorando proprio per non farla accadere, l’interpretazione di questi sintomi vaghi ed aspecifici, potrebbe condurre alla giusta interpretazione di cosa sta accadendo e alla scelta della terapia adeguata per aiutare il sistema immunitario in questo compito. Inoltre poiché la patologia non si è ancora verificata, anche gli esami che vengono effettuati possono essere nei limiti, ma un attenta verifica avrebbe la possibilità di accertare quei minimi spostamenti che indicano proprio tutto questo lavoro che viene compiuto.
La medicina integrata, omeopatia, omotossicologia, basa la ricerca del farmaco sui sintomi, analizza quelli specifici, peculiari, caratteristici che la persona manifesta, così è possibile accertare questo “disagio”, attività, richiesta di aiuto, che il sistema immunitario comunica, con la possibilità di attuare una terapia mirata. E’ possibile, con esami strumentali, non invasivi, seguire il ragionamento clinico diagnostico, accertare la presenza degli agenti patogeni responsabili, giungere alla soluzione della sua febbricola.