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Reflusso gastroesofageo, demineralizzazione, a 38 anni

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Buongiorno Dott. Moschini,

 

Mi rivolgo a Lei perché da qualche anno ho dei problemi si salute che col tempo mi stanno complicando le giornate, ed un mia amica, Sua paziente mi ha suggerito di consultarla.

 

Niente di grave, credo e spero, ma costanti fastidi che, col passar del tempo, diventano più dolorosi e non trovano sollievo con i comuni rimedi della medicina tradizionale.

 

Parte delle mie vicende iniziano nel 2000 con un intervento di meniscotomia al ginocchio destro, che sino ad oggi ha subito altri due interventi, senza beneficio di sorta. Sono soprappeso e questo certo non giova alla gamba.

Da un paio di anni ho un problema di demineralizzazione ossea alla spalla sinistra, come soluzione mi è stato proposto un simpatico intervento chirurgico, del quale non sono lieta.

Inoltre ho dei problemi di reflusso gastroesofageo.

 

Piccolo dettaglio, per me non trascurabile, ho 38 anni, di questo passo come arriverò ai 40?

 

Battute a parte mi piacerebbe capire cosa mi sta capitando, se sono ‘solo’ problemi meccanici se è possibile alleviare il dolore costante, insomma vorrei migliorare, se possibile, il mio stato di salute senza metodi invasivi.

 

Spero di non essere stata troppo confusionaria nell’esposizione.

La ringrazio per l’attenzione e attendo un Suo cortese cenno di risposta.

 

 

 

Egregia, non specifica perché ha eseguito l’intervento di meniscotomia, ma se l’intervento è stato eseguito in presenza di una infiammazione, anche una artrite reattiva, che deriva da una infezione batterica o virale in altro organo. Importante è il reflusso, chi lo provoca, potrebbe essere l’Helycobacter Pylori, che è in grado di provocare le artriti reattive, infezione dello stomaco, infiammazione della articolazione; nel caso venga effettuato un intervento su tessuti malati, anche in maniera minima, chiaramente i processi di guarigione, si allungheranno. L’analisi del reflusso conduce alla presenza di una infezione\infiammazione che è presente in altro luogo dell’organismo. Quando è presente una infiammazione cronica attiva persistente, subclinica, che non determina sintomi specifici, ma solamente vaghi e aspecifici, provoca una situazione di acidosi delle zone infiammate, questa è incompatibile con la vita delle cellule, per cui l’organismo deve alcalinizzare e per reperire molecole alcaline sfrutta la pompa ionica presente a livello dello stomaco, che immette molecole acide nello stomaco, che è necessariamente acido, ma molecole alcaline, benefiche nel circolo sanguigno che le conduce nelle zone in acidosi; la pompa ionica funziona fisiologicamente in questo modo. Se questa infiammazione cronica persiste per diverso tempo, costringe l’organismo alla continua produzione di molecole acide, per avere a disposizione molecole alcaline per combattere l’acidosi costante, così aumenta la acidità dello stomaco, permettendo anche l’impianto dell’Helycobacter pilori, che contribuisce alla prosecuzione della acidità e della infiammazione, con disturbi intestinali e colitici, collaterali.  Così l’organismo, non reperendo più le molecole alcaline si rivolge all’osso, che ne contiene in abbondanza, fosfati o e bifosfati, distruggendolo e creando la osteopenia, demineralizzazione,  così se viene effettuato un altro intervento, su un organismo infiammato\infetatto, senza risolvere il problema, i risultati saranno progressivamente peggiori. Per risolvere un problema, se ne aggiungono altri, ben più gravi.

 Per alleviare il dolore, devo accertare le cause, ripercorrere tutto il percorso fisiopatologico, che la ha condotta a questa situazione, rimuoverle. Chiaramente, gli esami che effettuo in studio, le terapie, sono non invasive, ma rispettose del suo organismo, per condurlo ad uno stato regolare e fisiologico.