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Prostatite con sindrome del pavimento pelvico contratto

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Ho 21 anni e 4 anni fa ho sofferto di prostatite batterica cronica curata con antibiotici e dopo un anno ne uscii. A seguito di questa prostatite mi si è verificata la cosiddetta sindrome del dolore pelvico cronico con conseguenti dolori pelvici e testicolari, perineali alternanti e altalenanti a seconda dei giorni e delle tensioni. Ho convissuto ababstanza bene con questa malattia fino allo scorso novembre, quando a seguito di una diarrea ebbi un riacutizzarsi di prostatite con sintomi quali bruciori alla minzionee disturbi dell'erezione.

Ho fatto 2 mesi di terapia antibiotica tra zitromax e bassado al e dopo 2 mesi la prostatite si è risolta. ho fatto i seguenti esami spermiocoltura negativa, uroflussometria perfetta ecografia transrettale regolare eccetto una calcificazione di 3 mm ( è rimasta tale dal 2005). Nonostante questo mi è rimasto come sintomo i dolori o pesantezza testicolare e pelvica, talvolta perdita dis ensibilità al pene e secrezioni trasparenti dal pene dopo ogni ejaculazione. Purtroppo inoltre dopo questo prolungato uso di antibiotici ho avuto problemi intestinali, dapprima risolti poi sitemati ( nonostante gli anticorpi anticandida nel sangue siano positivi)con fermenti lattici, dicalmir tisane e debridat compresse  ma negli ultimi giorni, probabilmente dopo un colpo di freddo o cominciato a riavere feci caprine. I medici mi han detto che è normale dopo un periodo così lungo di antibiotico avere questi alti e bassi intestinali ma tutto si risolverà con questa terapia.

 

Tornando alla prostata, l'urologo ha escluso una presenza di prostatite in questo momento ma ha trovato una contrattura del pavimento pelvico cronica causata dalla prostatite stessa, con eventuale infiammazione del nervo pudendo. Come esame di approfondimento mi ha proposto un elettromiografia. Come terapia mi ha nel frattempo proposto un prodotto a base di vitamina B, laroxyl gocce e valium gocce ( questi 2 prodotti sono restio ad usarli preferirei altri miorilassanti tipo gabapentin o muscoril ) e poi eventuale fare della fisioterapia.

 

Ora vorrei chiederLe egregio dottore se nrlla medicina convenzionale è presente un protocollo per rilassare la muscolatura e disinfiammare i nervi, insomma se c'è una strada che mi possa aiutare perchè tra prostata, intestino e pavimento pelvico la situazione è complicata.

 

 

I miei disturbi dell'erezioni potrebbero essere causati dalla contrattura che porta il sangue al pene oppure dall'infiammazione del nervo pudendo, così mi hanno spiegato

 

Insomma c'è qualcosa che potrei fare?

 

Gli agenti patogeni che infettano la prostata, sono quasi sempre intracellulari, vivono nelle cellule della ghiandola e dei tessuti vicini, non possono essere visti perché hanno quella caratteristica, non passano nei secreti, quindi eseguono una serie di esami su questi e chiaramente, non possono essere positivi, perché questi agenti patogeni non vi passano. Il pavimento pelvico fa male perché è presente una infiammazione\infezione, creata proprio da questi, per cui non rintracciabili con i comuni esami dei secreti, vanno a cercare le cose più strane, invece la soluzione è semplicissima, rintracciare questi ed aiutare il sistema immunitario, che è l’unico che può giungere così lontano. Gli antibiotici e qualsiasi sostanza chimica, non può arrivare dentro le cellule, hanno una membrana cellulare che è selettiva, fa passare quello che vuole lei, non quello che vogliono i medici.

I disturbi dell’erezione sono creati proprio da questi agenti patogeni che presenti fin dall’inizio, non sono mai andati via, ma sono rimasti dentro. Gli antibiotici potrebbero avere effetto su quelli fuori dalle cellule, ma non su quelli dentro le cellule; inoltre i virus non risentono della terapia chimica e continuano la loro azione infiammatoria, anche sul pavimento pelvico. La candida è sempre mantenuta da quei batteri e virus, che mantengono la prostatite, questi vanno eliminati, altrimenti hanno la capacità di perpetrare l’infiammazione, che produce i sintomi della sindrome del dolore pelvico cronico.

Io devo individuare questi responsabili, accertarne la presenza, approntare la terapia per la loro eliminazione, mettere le basi per seguire la progressione verso la guarigione dei tessuti della pelvi.