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Artrite, cefalea,

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Artrite, cefalea, 

 

Mi rivolgo a lei Dottor Moschini, questo sito Omeopatiaitalia per chiedere, ed esaminare la mia situazione, un orientamento su come procedere nel mio percorso di guarigione da una serie di patologie in atto, alcune tuttora senza causa/rimedio (artrite, allergia) altre sotto controllo o per il momento passate in secondo piano (tiroide, cefalea, crampi addominali di natura sia ginecologica che intestinale, altro).

Mi trovo attualmente ad un bivio importante, perché mi sto rendendo conto di quanti limiti possa presentare in realtà la medicina tradizionale. Mi sto chiedendo quali potenzialità potrebbero offrire le medicine non convenzionali Medicina Integrata per un caso come il mio.
In questi anni ho consultato e seguito una marea di specialisti, ognuno con la sua teoria, ma ancora nessuno ha inquadrato con successo i miei problemi. Soprattutto sento la mancanza di una persona che adotti un approccio integrato e consideri tutte quante assieme le mie patologie e non pezzettino per pezzettino, seguendo i soliti protocolli a compartimenti stagni, e bombardando con terapie farmacologiche a volte più dannose della malattia stessa.
So che è difficile dare consigli a distanza, so che è impossibile farsi un’idea dei miei problemi senza disporre di analisi e referti. Quello che mi preme verificare è la possibilità, nella mia situazione, di poter aprire un orizzonte su nuove strategie di cura, visti i limiti presentati dalle terapie finora seguite. Oppure se è indispensabile continuare ad agire in modo tradizionale, continuando il balletto tra il reumatologo, l’allergologo, l’endocrinologo, il fisiatra, l’ortopedico, il ginecologo e, prossimamente, anche il gastroenterologo.
Proverò quindi ad inquadrarvi la mia situazione in modo generale, omettendo per il momento dettagli come referti analitici o descrizioni puntuali delle sintomatologie, ecc, pur rendendomi conto dell’importanza di tali informazioni per un’adeguata anamnesi. Successivamente, potrò fornire tutti gli esami in mio possesso, che ho iniziato a trascrivere.
A luglio mi è stata diagnosticata una enteso-artrite, sieronegativa, presumibilmente psoriasica (familiarità, mio padre), ma senza psoriasi, alla fine di un’odissea di 3 anni, accompagnata da dolori agli arti inferiori, in progressivo aumento, per estensione ed intensità, e diverse terapie assolutamente vane (fisioterapia, plantari, ecc..). Però la scintigrafia articolare sembra non presentare dubbi: l’infiammazione c’è ed è compatibile coi dolori lamentati. Il reumatologo mi convince ad iniziare una terapia con Celebrex, Salazopiryn e Lansox.
La mia iniziale perplessità era dovuta al “pacchettone” di farmaci che avrei dovuto assumere quotidianamente, che andava a sommarsi ad una situazione già critica, essendo io un soggetto già con allergia (in cura con antistaminico da 8 mesi per un’orticaria non ancora spiegata, sbucata fuori dal nulla un anno fa), con tireopatia (in cura con Eutirox da 12 anni per nodulo tiroide con ipotiroidismo), con dismenorrea e cefalee ricorrenti (che affronto, occasionalmente per riuscire a lavorare, con l’aiuto di paracetamolo/ibuprofene), con colite spastica (un paio di volte l’anno, quando i crampi sono insopportabili, assumo spasmex).
Dopo 2 settimane di terapia coi farmaci prescritti (tra l’altro, con nessun miglioramento dei dolori articolari...), nel giro di 24 ore mi ritrovo il corpo devastato da pomfi enormi con un orticaria che mai in precedenza m’aveva presa in modo così violento. Al pronto soccorso (fine luglio) mi “curano” con cortisone ed antistaminico e lentamente lo sfogo rientra. Sembra essersi trattato di reazione allergica ai farmaci in uso.
Naturalmente ho sospeso qualsiasi farmaco, tenendomi solo il collaudatissimo eutirox e l’antistaminico che ho diminuito progressivamente fino ad oggi secondo il solito “copione” già attuato nei mesi passati.
E’ trascorso ormai un mese, i miei dolori continuano a rovinare e limitare la mia vita, il reumatologo mi indica di effettuare le prove allergiche ai farmaci che stavo prendendo e ad altri antinfiammatori, per poter impostare nuovamente una terapia.
Ma presso l’istituto di Roma dove mi sono rivolta mi dicono che, per poter effettuare le prove allergiche ai farmaci, è necessario che io non assuma antistaminici per almeno 20 giorni. Capisco... Ma, se io sospendo l’antistaminico e mi torna l’orticaria, che facciamo? Addio prove allergiche e addio terapia per l’artrite! Quanti mesi di dolore ancora mi aspettano?

E qui ho cominciato a pormi domande: ho un’allergia a non si sa cosa, perché? Inoltre ho l’artrite, che poi è un’infiammazione, mi spiegano. Ma le cause? Ma non potrebbe essere che tutte queste sintomatologie abbiano un’origine comune? Perché nessuno parla di sistema immunitario? E perchè nessuno prende in considerazione una correlazione con la tiroide? Forse perchè gli esami per la tiroide non hanno dato valori elevati degli anticorpie sembra esclusa la patologia autoimmune? Eppure una tireoglobulina sempre elevata ha fatto parlare comunque di tiroidite, se non ricordo male.
Il reumatologo, assieme alle analisi del sangue (VES, PCR, anti nucleo, RA test, ab anti CCP, waaler rose), mi ha fatto fare anche dei tamponi (uretrali e vaginali per clamydia, micoplasmi e ureoplasmi), risultati negativi. Poi basta. Ma questi esami possono essere sufficienti per escludere un’artrite reattiva? Sto cercando di documentarmi e sto capendo che in realtà esistono diversi agenti infettivi che potrebbero aver innescato un’artrite reattiva. E ancora prima, potrebbero essere all’origine dei problemi a carico del mio sistema immunitario. E’ corretto?
Se fosse utile ho anche effettuato la tipizzazione HLA I e II. Mi sembra di capire che può essere importante per orientare una diagnosi. Possibile che il reumatologo l’abbia richiesta solo per verificare se avevo il B27 (che non ho...)?
E poi ancora, perchè il reumatologo mi sommerge di farmaci, senza porsi a monte il problema della mia allergia e del mio sistema immunitario? Insomma, mi stanno venendo tanti dubbi.
Ringrazio chiunque voglia aiutarmi, con un parere o un consiglio, ad orientarmi nella giungla della medicina (e delle medicine...), ad individuare un percorso alternativo di guarigione oppure a recuperare la fiducia necessaria per poter continuare il tortuoso percorso terapeutico che mi aspetta.

 Al punto in cui mi trovo, la possibilità di unico specialista, dottor Moschini rappresenta un bel conforto, che possa diriger e fare come un direttore di orchestra, per districare la matassa complicata dei miei sintomi.
Così come lo è sapere che la strada dell’omeopatia potrebbe essermi di notevole aiuto, come alternativa di cura (sono rimasta scottata dalla reazione che il mio corpo ha avuto in occasione della recente terapia antiartritica...). Se poi i miei problemi fossero effettivamente di natura immunitaria, sono ancor più motivata ad approfondire questo aspetto.
 
 Scrivo le analisi più salienti, positiva,   prescritte   da specialisti diversi, potrei gentilmente chiederle se, a suo parere, ritenete che sia utile integrare con qualche informazione mancante, in attesa di poter effettuare la visita con Lei specialista omeopata?
Purtroppo, nel mio caso, sarebbe importante recuperare la più piccola manciata di tempo, per limitare quanto possibile i tempi morti.
Grazie ancora per il servizio che offrite!!

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ALT(GPT) 52 (6-40 U/L)
AST (GOT) 45 (10-36 U/L)
 G.Bianchi-WBC : 2,89 (4,3-10 x 1000/mm)
 Piastrine-PLT: 109 (140-440 x1000/mm)
 Tamp. Faringeo: germe Pseudom. aeruginosa (discreto numero)

 Tipizzazione HLA I e II. (A*02, A*23 ; B*35, - ; Cw*04, - ; DRB1*04, DRB1*14 ; DQB1*03 , QB1*05)

Tampone cervicale: mycoplasma hominis, ureoplasma urelyticum, chlamydia trachomatis NEGATIVI
Tampone uretrale: mycoplasma hominis, ureoplasma urelyticum NEGATIVI
Coprocoltura: salmonella, shigella, campylobacter, yersinia NEGATIVI

 FT3 2,41 (1,8-4,6)
FT4 1,27 (0,93-1,71)
TSH 2,56 (0,27-4,2)
 Calcitonina 0,10 (0-10)

Esami del 28.01/2006 generali

 Anticorpi antitireoglobulina 743,7 (1,4-78)

Anticorpi antiperossidasi 1.580 Questi appaiono molto alti, può spiegare Dottor Moschini, il loro significato e perché sono così alti, quali cause, ho cercato spiegazioni dai diversi specialisti, mi hanno rassicurato che non hanno alcun significato, inutile intervenire.
  

Egregia, lei ha perfettamente ragione,

Ma le cause?, sistema immunitario,

tamponi (uretrali e vaginali per clamydia, micoplasmi e ureoplasmi), risultati negativi.

Non possono evidenziare la Chlamydia e Micoplasmi e Ureaplasmi  perché batteri intracellulari, vivono dentro le cellule, difficilmente escono nel tessuti extracellulari, non passano nei secreti come urine, secrezioni vaginali e uretrali, i tamponi non raccolgono le cellule, dove questi batteri vivono. È errata le ricerca di questi batteri intracellulari, la negatività dell’esame è ovvia per le caratteristiche microbiologiche della Chlamydia e Micoplasmi, Ureaplasmi, come dei virus. Corretta la ricerca di questi batteri intracellulari poiché innescano le artriti reattive, dove la  enteso-artrite è caratteristica, rappresenta l’inizio caratteristico della artrite reattiva, colpisce le grandi articolazioni, ginocchio, spalla, colonna vertebrale, articolazione delle anche,  la cui causa è ben conosciuta, in una infezione determinata da agenti patogeni che ho la possibilità e la necessità di individuare per completare la diagnosi. Così gli Anticorpi antitireoglobulina Anticorpi antiperossidasi che intervengono nella distruzione della ghiandola tiroidea ed è molto importante determinare la causa della loro produzione, è la medesima che provoca tutti i suoi sintomi.

Egregia, lei ha perfettamente ragione, “Ma le cause? Ma non potrebbe essere che tutte queste sintomatologie abbiano un’origine comune?” devo sempre andare a cercare le cause, che la medicina convenzionale indica esattamente, esami più approfonditi vanno sempre eseguiti, ma in testa devo sempre avere il ragionamento clinico che conduce la mia indagine, giungere alla diagnosi, indagare il  sistema immunitario, fondamentale per poter stabilire la strategia terapeutica senza prescrivere farmaci sulla cui utilità non esiste spiegazione diagnostica.
Dal suo racconto, la patologia che ha iniziato prima, è la tiroidite, da cui poi tutto e susseguente; in quel periodo doveva essere ricercato il responsabile che ha iniziato la patologia autoimmune, che ha stimolato il sistema immunitario a compiere l’errore, nella produzione degli autoanticorpi antitiroide, Anticorpi antitireoglobulina Anticorpi antiperossidasi a cui va data grande importanza, perché vanno fermati, nella loro produzione, sono loro che distruggono le cellule tiroidee, l’eutirox è solamente un sintomatico, sostitutivo della mancata produzione dell’ormone tiroideo.

L’allergia è ben conosciuta nella sua origine, sempre l’infiammazione cronica attiva persistente, subclinica, la stessa che ha innescato la tiroidite.
Anche la dismenorrea, dipende dalla alterata funzione della ghiandola tiroidea, mentre la cefalea, lo stesso agente patogeno che ha messo in moto la patologia autoimmune tiroidea e l’allergia.
Con questo indago anche il sistema immunitario, come risponde, le sue risposte non consone e le cause che le provocano.

A luglio mi è stata diagnosticata una enteso-artrite,” anche questa è classificabile nelle artriti reattive, sempre prodotte da agenti patogeni, gli stessi che hanno iniziato tutta la patologia. Importante è la determinazione dell’HLA, ma completo, Classe i e II, non eseguito a pezzettini.
L’allergia ai farmaci, è una reazione normale, che non va nemmeno cercata, le sostanze chimiche, possono sempre scatenare disturbi nel nostro organismo, creato e strutturato per contrastarle; non dovrebbe nemmeno venire in mente, andare a cercare le prove allergiche su sostanze chimiche che in partenza sappiamo essere nocive.
“tamponi (uretrali e vaginali per clamidia, micoplasmi e ureoplasmi), risultati negativi.” Questi agenti patogeni, vivono nelle cellule, pertanto è impensabile di rilevarli con un semplice tampone, sarebbe come sperare di vedere per strada una persona che non esce mai di casa, devo entrare in casa, per poterla salutare.
Come vede, l’accertamento, con il ragionamento adeguato, è sempre possibile, poiché la medicina convenzionale stessa mi fornisce le spiegazioni.
Le Patologie autoimmuni si verificano per una predisposizione genica HLA dipendente e per fattori ambientali, di cui l’innesco infettivo, la presenza di un agente patogeno, è il principale; da qui scatta l’errore che viene compiuto dal sistema immunitario, che nella lettura dell’agente patogeno, per poterlo combattere, compie l’errore, chiamato mimetismo molecolare, infatti quando la sequenza di 5-6 amminoacidi delle proteine dell’agente patogeno sono uguali a quella dell’HLA, il sistema compie l’errore e produce anticorpi anti nemico, ma anche contro cellule dell’organismo stesso, nel suo caso tiroidee e costituenti delle grosse articolazioni, specialmente la “entesi”, il punto in cui il tendine si inserisce all’osso. Tutto questo è prodotto dalla presenza costante di uno o più agenti patogeni, che provocano una continua infiammazione, la quale, per la produzione costante di interleuchina 4, altera la risposta dei linfociti Th1/Th2, in favore dei Th2, allergici, per cui per un meccanismo perverso, lei ad ogni infiammazione, non risponde con i Th1, ma con i Th2, allergici.
Come vede, tutto è collegato, ogni alterazione ha la sua origine, che nel tempo diventa sempre più ingravescente, se il meccanismo non viene fermato.
La ricerca delle cause è la principale, per poter stabilire una terapia adeguata, in questa, applico sempre il ragionamento clinico indirizzato sulle reali cause che determinano i sintomi, sfruttando esami di medicina convenzionale e biologica Integrata Omeopatica, in cui la presenza degli agenti patogeni è la principale, per poterli eliminare dall’organismo; conoscendo esattamente tutta la progressione che la ha condotta alla patologia, la terapia è di conseguenza.
Gli esami indicati, non vanno ad accertare i responsabili delle sue problematiche, ma solamente le alterazioni, che ha già indicato.

Tipizzazione HLA I e II. (A*02, A*23 ; B*35, - ; Cw*04, - ; DRB1*04, DRB1*14 ; DQB1*03 , QB1*05)
Indica la predisposizione alle patologie autoimmuni,
Tiroiditi A02, B35,
Sclerodermia A23,
Artrite reumatoide, malattia reumatica, artriti reattive, DR04
Una lieve predisposizione alla malattia celiaca è indicata dal DQ03, DQ05, ho trovato persone francamente malate in età avanzata, con questi alleli

Saluti Alberto Moschini

Grazie anche a lei, dott. Moschini, per la sua risposta.
E’ stato molto gentile a voler ragionare sulla mia lunga storia. Di questo la ringrazio di cuore, soprattutto perchè mi ha offerto dei preziosissimi spunti per cominciare a inquadrare i miei disturbi e tentare di ricomporre il puzzle.
Temo di capire che c’è la possibilità che nella mia storia clinica, in questi anni, si sia fatta un po’ di confusione e c’è il rischio di continuare a perdere di vista il vero nemico. Per questo vorrei cercare di capire meglio quello che mi ha scritto e di rendermi conto di come devo muovermi in futuro.
Ricapitolando:
1)Predisposizione genetica: “ho trovato persone francamente malate in età avanzata, con questi alleli”. Detta così fa spavento... Comunque la predisposizione genetica implica una probabilità, non una sicurezza. Giusto? Se fosse così, d’accordo, sono predisposta. Una parte di guai si è già presentata, a quanto pare. Ma è possibile, quando si conoscono i propri alleli, effettuare una prevenzione efficace? Si può fare qualcosa per ridurre al minimo la probabilità di arrivare in età avanzata con le patologie per le quali si è predisposti?
2)Qualcosa/qualcuno innesca la malattia autoimmune. Lei sostiene che la ricerca degli agenti patogeni non può essere eseguita andandoli a cercare direttamente (tamponi). Ma allora, per andarli a beccare dentro alle cellule dove vivono, come si fa? Quali accertamenti ci possono garantire di andare a scovare l’”ospite” in casa?
3)Tiroidite. Se il sistema immunitario compie l’errore comincia a produrre anticorpi antitiroide. Ma le analisi sugli anticorpi che ho fatto (abTPO e abTG) in questi 12 anni non hanno mai dato valore positivo, soltanto ultimamente sono così alti. Ci sono altri anticorpi, che non mi hanno fatto cercare, che potrebbero essere responsabili dei danni alle cellule della mia tiroide e delle mie articolazioni?
Visto che lei ritiene che potrebbe essere cominciato tutto da li, ecco qualche informazione in più sulla mia tiroide: nel 1995, da ecografia risulta nodulo lobo dx misto di 21x16x11mm. Lobo sx ipotrofico. Da scintigrafia il nodulo risulta inattivo. Nessuna attività nel lobo sx. Esami ormonali: ipotiroidismo subclinico (TSH: 10,0 rif 0,2-4; FT3: 5,20 rif 2,2-5,5; FT4 11,9 rif 8-19) Anticorpi TPO e TG negativi, ma ultimamente molto alti. Anticorpi antitireoglobulina 743,7 (1,4-78)

Anticorpi antiperossidasi 1.580   Inizio terapia con Eutirox. Mi avevano detto che difficilmente una tiroide con un lobo solo sviluppa un nodulo del genere in poco tempo. Ci vogliono anni. La causa del danno alla mia tiroide, l’agente patogeno, Anticorpi antitireoglobulina Anticorpi antiperossidasi andrebbe ricercato molto indietro nella mia storia clinica?
E in ultimo, visto che mi ha aperto gli occhi sul panorama non esaltante delle mie predisposizioni alle patologie autoimmuni, e che già si sono presentati un po’ di problemi, in tutta onestà, lei ritiene che ci siano delle possibilità di guarire o migliorare? Le mie condizioni fisiche, prima del 2004, non erano così malaccio! Facevo sport, camminavo per ore. Adesso sembra tutto così difficile...

Ancora grazie. Francesca

Effettivamente, quando si conoscono gli alleli della tipizzazione HLA, l’innesco infettivo, l’agente patogeno presente nell’organismo, portandolo via, è possibile prevenire la patologia autoimmune.

Ogni volta che è presente un sintomo, anche se vago e aspecifico, banale, che potrebbe essere trascurato, non considerato, ho la possibilità e la necessità di individuare le cause che lo hanno prodotto, applicando il ragionamento clinico convenzionale, omotossicologico, omeopatico.
Per scovare l’”ospite” in casa, è possibile, in medicina convenzionale, con gli esami del sangue, in medicina biologica con esami che vanno ad analizzare l’organismo nel suo insieme, il sistema immunitario che comunica sempre il suo disagio, con i sintomi, interpretandoli correttamente posso giungere alla diagnosi.
“Non importa avere gli anticorpi elevati”, gli esami vengono effettuati una volta ogni tanto, al mattino; occorrerebbe monitorizzarli costantemente, cosa impossibile. Lei potrebbe aver effettuato le analisi, nel momento in cui sono bassi. L’ecografia ha rilevato nel 1995 “nodulo lobo dx misto di 21x16x11mm. Lobo sx ipotrofico. Per produrre quel nodulo e quelle lesioni occorre tempo, si sono verificate molto tempo prima.
La possibilità di stare meglio sussiste, dal 2004 ad ora, qualcosa si è aggiunto, per questo, l’indagine diagnostica va effettuata, per evidenziare il motivo per cui si sta alterando il sistema immunitario.

Adesso sembra tutto più difficile, applicando la strategia terapeutica gradatamente si risolvono le cause, gli agenti patogeni vengono eliminati, lei avvertirà il progressivo miglioramento.

 

Gentilissimo Dott. Moschini,
Grazie ancora per l'interessamento.

Purtroppo in questi giorni continuo ad avere un forte mal di testa, soprattutto agli occhi, che va ad aggiungersi ai sempre presenti dolori alle gambe, al bacino, ai piedi. Sono inoltre già 6 giorni che ho provato a sospendere l’antistaminico, ancora nessuna ricomparsa di orticaria, ma sento la pelle irritata e arrossata come dopo una giornata di sole, ho perfino la sensazione di un bruciore in gola, diverso però dal classico mal di gola.
Ho potuto fare due chiacchiere con un medico, che sostituiva il mio di base e che non conosceva la mia situazione. Colloquio illuminante.
1) M’ha esortato a rivolgermi immediatamente ad un immunologo. Nel mio caso, dopo aver aggiunto l’orticaria misteriosa ai problemi tiroidei, anche senza l’artrite ce n’era abbastanza per correre da uno specialista che incominciasse ad inquadrare correttamente i miei sintomi in un contesto di patologie autoimmuni.
2) Ha manifestato perplessità sulla diagnosi del reumatologo. In pratica l’unica evidenza di infiammazione è la scintigrafia articolare. I pochissimi esami del sangue effettuati (VES, PCR, anti nucleo, RA test, ab anti CCP, waaler rose + tamponi - peraltro non risultano valori degni di rilevanza) a suo parere non sono sufficienti per una diagnosi di artrite psoriasica. Resta forte il sospetto che sia stata fatta un’analogia col caso di mio padre (lui, almeno, la psoriasi ce l’ha!). Se poi l’artrite è reattiva, va capito immediatamente il motivo con indagini mirate.
3) Mi ha sconsigliato vivamente di farmi ricoverare all’IDI per effettuare le prove allergiche ai farmaci, (forse inutili, probabilmente fuorvianti...). Almeno non fino a quando non avrò parlato con l’immunologo.
4) A suo parere, invece, il nuovo endocrinologo che mi aveva visitata per la prima volta a giugno aveva fatto bene a prescrivermi una lunga lista di esami integrativi (a quelli del reumatologo) che io ancora non avevo eseguito, sopraffatta dagli eventi (ma che farò a breve...). Ecco la lista: ANA, ENA, AMA, antiDNA, antiCARDIOLIP, AGPA, immunoglobline, fibrinogeno, MTHFR (2mut), fattoreV, PT, PTT, antiendomis, antigliad, antitransglutaminasi, glicemia, calcemia, PTH, CK, insulinemia, D.DIMERO, omocisteina, protidogramma, BREATH testxlattosio, + ripetere TG, abTG, abTPO + TSH-FT3-FT4 dopo 3 mesi da aumento dosaggio eutirox
5) Mi ha confortato notevolmente circa le potenzialità della medicina biologica, nel mio caso può essere un’alternativa da tenere in considerazione.

Ho poi riletto attentamente le sue risposte e ho cercato di approfondire meglio la questione delle patologie autoimmuni e degli effetti di un innesco patogeno, grazie alle preziose informazioni che ha fornito nel tempo ad altri utenti con casi simili. Complimenti per l’ottimo servizio che offre su questo sito!
Ho notato che spesso lei va a mettere la pulce nell’orecchio che molti disturbi possano derivare dal riacutizzarsi del virus EB Epstein Barr (ma non solo).
Ebbene, questo m’ha illuminata! Ma io ho avuto la mononucleosi proprio un anno prima di scoprire il problema tiroide (quindi nel 1994), infatti le indagini tiroidee erano state fatte perchè sembrava che io non mi riprendessi più dalla malattia: sempre stanca, difficoltà a svegliarmi al mattino, scarsa concentrazione.
Sto cercando di ritrovare le analisi fatte all’epoca... Che analisi potrei fare, oggi come oggi, se non dovessi ritrovare le carte del ’94?
Altro dettaglio: nel 1997 ho subito un’appendicectomia per pelviperitonite da appendicite acuta gangrenosa e perforata. Ma era un po’ che avevo problemi infiammatori intestinali. E questi perdurano tuttora, anche se non ho mai approfondito il problema più di tanto, dal momento che ho l’alvo sorprendentemente regolarissimo, nonostante gonfiore e dolore addominale.
Leggendo ciò che lei scrive agli utenti che si rivolgono a questo sito, ho capito quanto sia importante approfondire ogni minimo aspetto della propria storia clinica per essere sicuri di non aver tralasciato nulla che possa condurre all’individuazione del vero responsabile.
Sulle indagini diagnostiche della medicina biologica non so molto, confesso. Ma ben venga qualsiasi valida alternativa, in grado di restituirmi un equilibrio fisiologico. Vorrei tentare anche questa strada. E’ proprio per trovare alternative, che mi sono rivolta al vostro sito.
Il ragionamento integrato che lei descrive, mi ispira fiducia. Posso chiederle, a questo punto, come dovrei procedere per impostare correttamente un percorso diagnostico e terapeutico, nel senso in cui lo intende lei? Ha modo di indicami una struttura, di cui si fida veramente, sulla piazza di Roma? Glie ne sarei davvero grata. Oppure, sarei lieta di potermi rivolgere presso di lei, qualora sia disponibile.

Grazie e saluti.

Egregia, come vede, il tipo di ragionamento che applico, che deriva dalla medicina convenzionale, per cui qualsiasi collega potrebbe farlo, non viene seguito e praticamente, noto una grande confusione, quando invece la letteratura internazionale è chiarissima ed indica effettivamente, la strada da seguire. Vengono eseguiti una batteria di esami, nella ricerca di una diagnosi, mentre la prassi è opposta, prima avere le idee ben chiare, poi eseguire gli esami, non sperare che gli esami ti facciano la diagnosi; in questo, i testi di medicina sono chiarissimi e basterebbe seguirli; non mi domandi il motivo per cui non viene applicato, perché non lo so.
Io sfrutto gli esami che effettuo in studio, sia di medicina convenzionale che biologica, per snellire il ragionamento, confrontandolo sempre con gli accertamenti immediatamente ho la possibilità di eseguire il ragionamento clinico, evidenziare le cause, gli agenti patogeni, spiegare i sintomi che lei resenta.
“Ma io ho avuto la mononucleosi proprio un anno prima di scoprire il problema tiroide (quindi nel 1994),” questo è un dato anamnestico importantissimo, che tutti hanno trascurato, da cui poi si sono sviluppate tutte le altre patologie autoimmuni; considerando HLA e infezione da EBV, come ben descritto in letteratura internazionale, è possibile risalire a tutta la progressione della sua patologia, con la individuazione esatta degli agenti patogeni interessati, per eliminarli definitivamente dal suo organismo, impedendo così la continua stimolazione alla produzione degli autoanticorpi, per poterne fermare la produzione. Chiaramente, è un lavoro difficile e protratto nel tempo, ma possibile, con lo studio integrato che applico della medicina convenzionale e biologica. Prima viene iniziato e prima si ottengono risultati positivi.
Applicato nel 1994, avrebbe evitato moltissimi guai.
Una aggiunta vorrei fare, conoscendo il suo HLA, la presenza dell’agente patogeno, prima che si verifichi qualsiasi patologia autoimmune, ad esempio, la tiroidite, eliminando il nemico, la patologia, tiroidite, non si verifica; così sapendo la presenza della Chlamydia, la quale può innescare le artriti reattivi, come anche molti altri, prima che la lesione articolare si verifichi, elimino il batterio o gli altri, l’artrite non si verifica.
Capirà bene l’importanza preventiva, che questa possibilità di ragionamento e gli esami eseguiti immediatamente, per raggiungere questo scopo, hanno.

La possibilità di giungere alla diagnosi, alla strategia terapeutica, seguendo il ragionamento clinico, conduce il suo organismo, il sistema immunitario alla soluzione delle cause e alla eliminazione degli agenti patogeni, con la sicurezza della loro effettiva radicazione


 Saluti Alberto Moschini