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TIROIDITE DI HASHIMOTO, Perdita di capelli, POLICISTOSI OVARICA Caduta dei capelli • Unghie fragili • Diradamento sopracciglia (parte esteriore) • Pelle spenta, opaca • Sindrome depressiva (a volte anche attacchi di panico) • Deficit mnemonici

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TIROIDITE DI HASHIMOTO, Perdita di capelli, POLICISTOSI OVARICA

 

Posso dire di essere sicura quasi al 100% che la mia tiroidite di Hashimoto sia stata innescata dal virus

dell'Epstein Barr contratto a seguito di una mononucleosi 10 anni fa circa, all'epoca della terza superiore.

Mi ricordo ancora come fosse ieri che quella malattia mi colpì in maniera molto violenta: avevo febbre

altissima, placche in gola che mi rendevano faticoso deglutire persino un sorso d'acqua e stanchezza

infinita.

Posso dire di non essere mai stata più la stessa da quando contrassi quella malattia: a livello di energia, a

livello di capacità di concentrazione e apprendimento (lo constatavo a suola) e, piano, piano, qualcosa è

anche cambiato a livello della cute (capelli sempre più radi, fini e fragili nel corso degli anni).

Come è possibile evidenziare dalle analisi che ho portato con me, i miei livelli di TSH sono progressivamente saliti nel corso degli anni a partire da quell'episodio, fino ad arrivare a toccare inesorabilmente il livello attuale, alto. Lo stesso vale per gli anticorpi anti-tireoglobulina e tireoperossidasi. superiori a 1.000 e 3.000.

Il guaio è che I'endocrinologo di famiglia (perché la tiroide è un po' il tallone di Achille delle donne della mia famiglia da parte materna: mia sorella ha tiroidite di Hashimoto, mia mamma ha avuto un episodio di tiroidite subacuta due anni fa, mia zia è ipertiroidea poi ipotiroidea...) mi ha sempre detto che

non potevo fare nulla per frenare I'attacco alla mia tiroide e che sarei inesorabilmente diventata ipotiroidea nel tempo.

Non so se è possibile far qualcosa per "invertire la rotta" e riportare la tiroide a funzionare come dovrebbe e, soprattutto, fermare I'attacco feroce degli anticorpi, ma questa è certamente una delle ragioni per cui sono qui e per cui non mi fido di chi ha finora trattato con troppa superficialità il mio problema anche quando in tutti questi anni ho lamentato sintomi quali:

Caduta dei capelli

Unghie fragili

Diradamento sopracciglia (parte esteriore)

Pelle spenta, opaca

Sindrome depressiva (a volte anche attacchi di panico)

Deficit mnemonici, rallentamento della facoltà mentali

Stanchezza

Irregolarità dei ciclo mestruale

Sensazione di freddo

Mi è sempre stato detto che lo stato della mia tiroide non c'entrava propria nulla con questi sintomi che, ho il sentore, fossero aggravati dall'assunzione della pillola anticoncezionale che prendevo per curare la

policistosi ovarica.

Una cosa che ho notato (e che noto anche mia mamma anni fa a distanza di soli due anni dalla

mononucleosi è che quando tornai da una vacanza al mare di una settimana ero "misteriosamente" piena

di ricrescita di capelli. Forse che avessi beneficiato dell'apporto dello iodio?)

Quello che sto facendo adesso e che mi è stato consigliato da un dottore poco prima di Natale è assumere

Spongia injeel forte 30 gocce al mattino e 30 alla sera e 200 mg di selenio al giorno e ho da poco prima di Natale ho eliminato latticini e glutine dalla mia dieta.

Non so se le indicazioni che mi sono state date sono corrette, quindi mi rivolgo a lei per reimpostare

totalmente o aggiustare questa terapia.

POLICISTOSI OVARICA

La policistosi ovarica è I'altro grande problema che, purtroppo, mi affligge.

Sin dal primo menarca (all'età di 13 anni)  il mio ciclo è sempre stato molto irregolare...60...90 giorni anche, a volte .ma, comunque, si trattava di cicli ovulatori. Ricordo che all'epopea lamentavo acne e untuosità dei capelli. Credo sia anche importante menzionare il fatto che ero in sovrappeso e, purtroppo, mi alimentavo molto, molto male: molti zuccheri, latticini e salumi.

A circa un anno di distanza dal primo menarca, soffrendo molto per la mia condizione fisica, entrai in un

periodo di anoressia durato circa tre mesi nell'arco dei quali passai da 63 kg a 50 kg.

Terminati i tre mesi, con il supporto dei miei genitori e di una dietologa, ripresi ad alimentarmi in modo

normale, ma dovetti aspettare 6 mesi prima che il ciclo tornasse e subì un fortissimo effluvio di capelli che piano piano rientrò quando ripresi a mangiare.

Passarono 3 anni durante i quali il ciclo si presentava sempre in modo irregolare (non ho la certezza fosse ovulatorio) e ritornai ad avere problemi di acne e untuosità dei capelli che ora si presentavano anche più fini e radi.

AII'età di 16 anni, quindi passati 2 anni circa dall'anoressia, feci per la prima volta una visita ginecologica e mi diagnosticarono una policistosi ovarica. Mi liquidarono con la pillola Diane, dicendomi che le mie ovaie avrebbero dovuto "stare a riposo".

Dopo 15 giorni dall'inizio di Diane non ero più la stessa: pelle pulita e meno unta e capelli come non Ii avevo mai visti: ispessiti e molto, molto più folti di prima.

Passato 1 anno e mezzo dalla cura cominciai a sentire pesantezza (molta ritenzione e aumento di kg) e

cominciai a non tollerarla più psicologicamente.

Così, sospesi Diane, e di nuovo si ripresentò perdita di capelli e untuosità e il ciclo non si ripresentò.

Spaventata a morte per questi mesi, dopo 6 mesi mi rivolsi a un altro specialista che mi prescrisse la pillola Belara (0,03 mg di etinilestradiolo e 2 mg di clomardinone acetato) e 25 mg di Ciproterone Acetato da assumere nei primi 10 giorni del ciclo.

Nel frattempo, visitai anche vari dermatologi che mi riscontrarono alopecia androgenetica.

Dopo 8 anni di Belara e Ciproterone Acetato e fiumi di minoxidil, ebbi dei risultati discreti dal punto di

vista dei capelli e dell'untuosità della pelle tuttavia, con il passare dei tempo, mi sentivo sempre più

"intossicata da questi farmaci" e accusavo sintomi quali depressione (a volte, anche episodi di attacchi di panico), pelle stranamente secca, pallida e disidratata e perdita di peli pubici in telogen.

Il culmine lo raggiunsi quando nel novembre dei 2012 cominciai ad avere strani fastidi: occhi molto secchi ed arrossati, vampate notturne, fortissima depressione e totale perdita di sonno (i miei ritmi sonno veglia erano totalmente sovvertiti), secchezza generale delle mucose e transaminasi alternate seppur di poco. A causa dello scombussolamento ormonale generale e del forte stress mi si era persino chiusa la bocca dello stomaco e facevo fatica a mangiare.

Mi feci visitare da diversi oculisti per il problema della xeroftalmia e dopo 1000 diagnosi totalmente

campate per aria finalmente uno fra tutti questi specialisti ebbe I'intuizione di cosa mi stesse capitando: ero in pieno scombussolamento ormonale. Così, mi fu consigliato di rivedere con la ginecologa la cura

ormonale che stavo facendo.

Nel frattempo, pensando che avessi bisogno di un sostegno psichiatrico, mi consigliarono di rivolgermi a

uno specialista che mi prescrisse cipralex e modalina. La cura I'ho sospesa nettamente cinque mesi fa. Nel frattempo, mi rivolsi a un endocrinologo per valutare la sospensione di Belara e Ciproterone Acetato e rivalutare completamente la mia situazione ormonale. Nello stesso periodo, valutando i sintomi di

secchezza generale delle mucose che stavo lamentando, per escludere che si trattasse di sindrome di

Sjogren, fui sottoposta a test degli anticorpi specifici e a una scintigrafia salivare che risultarono entrambi negativi.

Un po' preoccupata ma senza molte alternative nel febbraio dei 2013 sospesi dunque Belara e Ciproterone

Acetato. Nell'arco di 15 giorni i problemi di xeroftalmia e secchezza alle ghiandole salivari erano totalmente scomparsi e i valori delle transaminasi rientrarono anch'essi nel range. A partire dalla sospensione di Belara e Ciproterone, inoltre, non si è più presentata perdita di peli pubici, che si sono invece anche ispessiti.

Probabilmente per la presenza di ormoni femminili in circolo ebbi un ciclo regolare e ovulatorio a

sospensione della cura. Dopo di che, le cose cominciarono a precipitare: a partire da fine Aprile cominciò

una perdita di capelli e si ripresenta untuosità.

Nel frattempo, a Maggio mi fecero fare dei dosaggi ormonali al 4' giorno post ciclo (il secondo ciclo fu

indotto da Dufaston) e poi al 21' giorno per valutare i livelli di progesterone. Il risultato, per altro

confermato dagli ultimi dosaggi effettuati nel mese di Agosto rilevano livelli di ormoni femminili troppo

bassi, mancanza di ovulazione, rapporto FSH:LH invertito, ormoni maschili sopra alla norma e ritorno alla policistosi ovarica.

Nel frattempo, effettuando delle ricerche secondo le quali sembra che la policistosi sia legata a un

problema di insulino-resistenza (non ho mai fatto una curva glicemica ...sarebbe iI caso di farla?), da Agosto assumo un integratore di mioinositolo e di chiroinositolo a pranzo e a cena e mangio cibi a basso indice glicemico. Inoltre, dal 20 dicembre assumo 30 gocce di G3 guna mattino e sera e 10 granuli di Thuya la domenica.

Ad oggi ho cicli anovulatori spontanei a distanza di 60 giorni circa gli uni dagli altri. Quanto all'untuosità di pelle e capelli, si sono un poco ridotti. Ciò che più mi spaventa in merito ai capelli e, oltre alla perdita, anche il progressivo diradamento sempre più evidente e I'impressione che i capelli persi (quelli che perdo sono tutti lunghi e in telogen) non ricrescano.

Prima di effettuare delle ricerche e conoscere il suo nominativo avevo fatto due visite presso due colleghi.

Una di questi, una ginecologa, mi aveva proposto di sottopormi a un ciclo di 3 0 4 mesi con climen (2 mg di estradiolo valerato per dal l' al 21' giorno e 1 mg di ciproterone acetato dall' 11' al 21' giorno ) per poi interrompere e vedere di stimolare I'ovulazione con gonadotropine.

La dottoressa in questione si era espressa sul rialzo dei mio TSH dicendo che era dovuto ad un

ipoestrogenismo e sconsigliava di intervenire sui valori dei TSH fino a quando, intrapresa la terapia, non

avrei risolto I'ipoestrogenismo (io francamente, però, sapevo che sono invece proprio gli estrogeni a

contribuire a un innalzamento del TSH quando non controbilanciati dal progesterone. Ma non sono un

dottore...forse mi sbaglio! In ogni caso, se invece fosse propria la carenza di progesterone a contribuire

oltre all'autoimmunità al rallentamento della tiroide, forse si potrebbe pensare a una supplementazione di progesterone per migliorarne la funzionalità ...Ma ripeto, sono ignorante in materia perche non sono un medico. Ho solo fatto un ragionamento basandomi sulle mie limitatissime conoscenze).

Dato che il prima ciclo dopo la sospensione di Belara e Ciproterone acetato è stato "spontaneo" e

ovulatorio (probabilmente perche avevo in circolo una sufficiente quantità di ormoni), ma poi si è di nuovo bloccato tutto e i miei valori di ormoni femminili sono praticamente crollati, avevo espresso alla collega il dubbio che con la terapia dei Climen potesse ripetersi lo stesso episodio: assumere ormoni per stimolare I'ovulazione per poi lasciare di nuovo il mio organismo in balia di se stesso terminato Il tutto, non mi riporterebbe al punto di partenza? A questa mia domanda la dottoressa non mi ha dato risposta.

Come ribadito in precedenza, da poco ho comunque ritenuto opportune eliminare gli alimenti contenenti glutine data I'implicazione con eventuali risposte autoimmuni.

Oltre a queste carenze, il sospetto di malassorbimento deriva dal fatto che quando in passato mi è capitato di avere problemi intestinali, si è verificata una perdita di peso molto rapidamente e I'effetto sui capelli è incredibile: è come se si devitalizzassero. Questo mi porta a pensare che i livelli di vitamine e minerali di cui dispongo attraverso la mia alimentazione rimanga sempre un po' "al limite" nonostante io mangi regolarmente e piuttosto bene qualitativamente.

Da un lato, certamente, in 28 anni di vita quello che ho potuto constatare è che qualsiasi evento di tipo

stressante ha effetti veramente deleteri sulla mia persona e sul mio equilibrio fisico, soprattutto ormonale: lo vedo dai capelli che sono diventati un po' il "termometro" dei mio benessere. Quando sono sotto stress cadono e si devitalizzano.

GAMBE: follicolite derivante dal fatto che si formano come dei "tappi di cheratina" che impediscono ai peli di uscire

 

 

 

 

Egregia i miei complimenti per l’accuratezza della descrizione, ha ragione, tutti sintomi dipendono dalla iniziale Tiroidite Autoimmune,

Importante è il ragionamento clinico che conduce alal diagnosi e alla strategia terapeutica conseguente.

Negli esami del 24 09 2008 gli

autoanticorpi antitireoglobulina 

hanno un valore di 422 e

Antiperossidasi di 680, molto alti. 

La ecografia della ghiandola tiroide evidenzia

Entrambi i lobi tiroidei, di dimensioni nei limiti, mostrano ecostruttura disomogenea, per presenza di multiple areole ipoecogene, con quadro compatibile con il sospetto clinico di tiroidite.

 

 

 

 

 

Entrambi i lobi tiroidei, di dimensioni nei limiti, mostrano ecostruttura disomogenea, per presenza di multiple areole ipoecogene, con quadro compatibile con il sospetto clinico di tiroidite.

 

I Linfonodi che si osservano in sede latero-cervicale, bilateralmente e in corrispondenza degli angoli mandibolari sono compatibili, per morfologia e vascolarizzazione, con linfonodi immunoreattivi. Questi linfonodi reagiscono alla presenza del virus di Epstein Barr 

 

La tiroidite autoimmune è iniziata precedentemente, alcuni anni prima, rispetto al 17 11 208. 

Successivamente alla Mononucleosi, quando è entrato il virus di Epstein Barr e non è mai più uscito. 

 

 

Il 10 10 208 erano presenti anticorpi anti Epstein

Barr IgM VCA 31,7; IgG VCA 278, il virus di

Epstein Barr dopo la Mononucleosi era sempre

attivo, mai eleminato e sempre presente, produce una

infezione cronica attiva persistente, ha la capacità di

far produrre, per un errore, al sistema immunitario

autoanticorpi antitiroide e le su cellule,

distruggendole, iniziando la patologia autoimmune

Tiroidite Autoimmune.

 

 

Nell’esame del 24 09 2008 anticorpi antitireoglobulina 422  antiperossidasi 680. La presenza degli anticorpi antiperossidasi dimostra la presenza di un altro agente patogeno che ha la capacità di far sviluppare al sistema immunitario gli anticorpi antiperossidasi, la sua dimostrazione è essenziale per giungere alla diagnosi precisa, da cui deve scaturire la strategia terapeutica

Gli autoanticorpi sono stati sempre presenti e gradatamente in aumento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli autoanticorpi sono stati sempre presenti e gradatamente in aumento.

Gli autoanticorpi Antitireoglobulina e Antiperossidasi sono ormai superiori a  3.000 e 1.000. Il TSH a 4,46, inizia l’ipotiroidismo clinico.

Non avendo mai effettuato un intervento terapeutico per fermare la produzione degli autoanticorpi, per eliminare gli agenti patogeni che accompagnano il virus di Epstein Barr, i sintomi si sono aggravati.

Trascurando questi fattori importanti della medicina, altre cause sono state cercate, che non corrispondono a quelle effettive e la diagnosi non può più essere effettuata, nemmeno la terapia.

Ogni intervento è sempre un tentativo che non conduce a soluzione. 

Nella scintigrafia delle ghiandole salivari, è pesente una captazione a livello della sottomandibolare sinistra, che dimostra un interessamento delle ghiandole salivari, del processo infiamamtorio, con sospetto della sindrome di Sjogren. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Collateralmente si segnala tiroide in sede, asimemtrica lobo dx>sn, diffusamente ipercaptante rapporto tiroide\fondo-5,8. 

Il 28 12 2012 era già presente la tiroidite autoimmune ma già conosciuta con gli esami del 2008. 

 

 

 

 

Il meccanismo con cui le malattie autoimmuni si verificano è ben conosciuto, un errore che viene compiuto dal sistema immunitario, nel momento in cui “legge” un agente patogeno, si prepara alla produzione degli anticorpi, in questo caso è possibile, per una predisposizione genica, non genetica, HLA dipendente, che avvenga l’errore, chiamato mimetismo molecolare, vengono prodotti anticorpi anche contro le cellule della tiroide, che vengono distrutte, successivamente la ghiandola è sottoposta ad un costante processo infiammatorio, non riesce più a produrre gli ormoni tiroidei, costantemente, nei momenti di maggiore necessità, lei temporaneamente, per breve tempo, è in ipotiroidismo, attraversa periodi di regolare funzionalità della ghiandola tiroidea a periodi sempre più lunghi di ipotiroidismo clinico, con sintomi lievi e non identificabili.

La ghiandola tiroidea regola molte funzioni endocrine e metaboliche, la mancata produzione lieve e impercettibile di ormoni tiroidei, influisce sulla produzione di tutti gli altri ormoni, la regolazione dell’ovaio, subisce cambiamenti con irregolarità del ciclo mestruale, cicli anovulatori.

La irregolarità della produzione degli ormoni tiroidei e sessuali, insieme ai processi infiammatori, influisce su tutto il metabolismo della donna, rendendola difforme dalla situazione regolare e fisiologica. Altera la pelle, favorisce il deposito del grasso alterando il connettivo sottocutaneo, cellulite, aumento di peso, perdita di capelli, sensazione di freddo, alterazione del tono dell’umore, deficit mnemonici, rallentamento delle facoltà mentali.

Sintomi comuni a molte donne, la tiroidite autoimmune è molto frequente, i sintomi che lei avverte sono presenti a molte donne. Le cause della tiroidite autoimmune sono conosciute, l’intervento precoce su queste, l’evidenza degli agenti patogeni presenti, la applicazione della strategia terapeutica, conduce alla soluzione delle cause, eliminazione degli agenti patogeni con la certezza della loro radicazione, condurre la ghiandola tiroidea alla sua funzionalità regolare e fisiologica, impedire la sostituzione degli ormoni tiroidei con Eutirox.   

E' comprensibile che conoscendo la predisposizione genica e l’agente patogeno, posso in questo caso, cominciare a aiutare il sistema immunitario a portarlo via e inibire la produzione degli autoanticorpi che determinano i processi infiammatori contro le cellule della tiroide, preservando dalla distruzione quella parte della ghiandola che ancora funzione in maniera regolare e fisiologica; provvedendo a stimolare la crescita delle cellule tiroidee che sono negli strati germinativi, cellule staminali, e sostituiscono le cellule distrutte, andate perse per la presenza degli autoanticorpi.

Importante è salvaguardare le cellule che funzionano bene dall’attacco degli autoanticorpi, impedire la continua e persistente infiammazione provocata dagli autoanticorpi individuando il responsabile e iniziando la terapia per eliminarlo, impedendo che il sistema immunitario continui a vederlo, per cui compie sempre l’errore.