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problemi intestinali, extra intestinali, muco nelle feci, muscoloscheletrici anca a scatto, sindrome del colon irritabile

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Gentile Dottore, ho letto alcuni suoi interventi online, e volevo un parere, riguardo i miei disturbi che mi assillano da più di sei mesi.

Sono una ragazza di 26 anni la contatto in quanto soffro di problemi intestinali, associati a sintomi extra intestinali da più di 6 mesi. 

I miei sintomi sono: episodi di diarrea, perenne presenza di muco nelle feci, borborigmi, gonfiore addominale, dolore in prevalenza in fossa iliaca sinistra. A questi si è aggiunta un'anca a scatto sempre a sinistra, lo scatto è interno, causato dall'ileopsoas. Ad oggi non riesco più a capire se i dolori sono addominali o muscoloscheletrici, ho dolore a tutto il blocco sinistro, con coinvolgimento della radice della coscia sx. In questi 6 mesi ho perso più di 13 chili, e continuo a perdere peso, pur mangiando. Mi sono rivolta  a un rinomatogastroenterologo il quale mi ha sottoposto a un ecografia delle anse, che non ha rilevato anse né dilatate e né ispessite, mi ha prescritto i seguenti esami : GOT,GTP, gamma GT, fosfatasi alcalina, bilirubina totale e frazionata, protidemia totale e frazionata, emocromo con formula e piastrine, ferro, ferritina, creatinina, sodio, potassio, calcio, igG, igA, IgM, TSH, Ft3, Ft4, ATG, ATPO, ANA, ASMa, Amilasi pancreatica, lipasi, VES, PCR, alfa1glicoproteina acida, fibrinogeno, antitransglutaminasi, antiendomisio, antigliadina IgG e IgA, microalbuminuria, LDH, CPK vit.B12, folati e calprotectina fecale, esame parassitologico delle feci e chimico fisico delle feci.

 Le analisi e sono tutte nella norma!!! ad eccezione dei Peptidi di gliadina deamidati G 16.7 U/ml "esito dubbio".

Peptidi di gliadina deamidati A 2.09 U/ml

Peptidi di gliadina deamidati G 16.7 U/ml 

Anticorpi antiendomisio EMA Negativo

Transglutaminasi ricombinante A 1.38 UA/ml

Transglutaminasi ricombinan G 1.95 U/ml

ANA NEGATIVO

AMA NEGATIVO

ASMA NEGATIVO

Calprectina fecale 21 mg/Kg

ho notato che se esagero con i cibi contenenti glutine, vado in diarrea, ho provato ad escluderlo, ma il muco e gli altri sintomi perdurano. Ma tutti mi liquidano con la diagnosi di sindrome del colon irritabile. Io fino a dicembre ho sempre mangiato tutto, ma  proprio tutto, gli unici fastidi di cui ho sempre sofferto è stato l'accumulo di gas, e la colite gassosa, ma episodi abbastanza sporadici e di rapida risoluzione.

da più di sei mesi. problemi intestinali, associati a sintomi extra intestinali da più di 6 mesi. 

episodi di diarrea, perenne presenza di muco nelle feci, borborigmi, gonfiore addominale, dolore in prevalenza in fossa iliaca sinistra. anca a scatto a sinistra, lo scatto è interno, causato dall'ileopsoas.

( Entesite) dolori sono addominali o muscoloscheletrici, ho dolore a tutto il blocco sinistro, con coinvolgimento della radice della coscia sx. In questi 6 mesi ho perso più di 13 chili, perdere peso, ecografia delle anse, che non ha rilevato anse né dilatate e né ispessite, di sindrome del colon irritabile.

Egregia Sabrina, se   Le analisi e sono tutte nella norma!!! Le analisi non conducono alla diagnosi e non è possibile eseguire una diagnosi con le analisi, infatti a lei non le hanno concluso niente, infatti non vuol dire che non esiste patologia, non sono state eseguite quelle analisi corrette che derivano dal ragionamento clinico susseguente alla analisi dell’organismo, degli organi, delle cellule, del sistema immunitario, conduce alla diagnosi, successivamente vengono eseguite quelle analisi necessarie per conoscere i valori, ma la diagnosi è già stata eseguita, poiché scaturisce da un ragionamento clinico e non da una serie di esami che non hanno un fondamento nell’esame della persona.

La diagnosi è fondamentale in Medicina, sia convenzionale sia omeopatia, per questo io eseguo la Medicina Integrata Omeopatica, integro ed applico tutta la conoscenza della medicina convenzionale, il ragionamento clinico, completato con quello omeopatico, omotossicologico; importante per la sicurezza del risultato clinico terapeutico della guarigione, poter seguire la progressione verso il ripristino delle condizioni regolari e fisiologiche.

La medicina integrata omeopatica mi mette nella condizione di comprendere  le cause che hanno condotto alla complessità dei sintomi che manifesta,  l’organismo nel suo complesso, quali agenti patogeni sono presenti, quale infezione\infiammazione anche minima è presente,, l’organismo nel suo complesso, poiché oltre al ragionamento clinico convenzionale, applico anche quello omeopatico ed omotossicologico, che sono importanti per comprendere l’organismo nel suo insieme, non solo questo, ma mi mette a disposizione esami strumentali non invasivi, che in tempo reale mi permettono di verificare i processi infiammatori minimi, asintomatici che si stanno verificando, oltre a quelli evidenti, quali alterazioni si stanno verificando sul sistema immunitario, quali organi sono compromessi, ma anche degli  agenti patogeni,   che possono essere i corresponsabili della sua patologia, ma anche tutte le cause che la hanno condotta alla malattia principale, io ho la possibilità e la necessità di eseguire questa ricerca, tutti gli accertamenti che mi conducono alla diagnosi. Importante è comprendere tutti gli avvenimenti fisiopatologici che la hanno condotta alla malattia, questa si prepara nel tempo non accade improvvisamente e scopo principale della medicina integrata è identificare ogni causa, per poterla condurre alla sua soluzione senza soppressioni. Soprattutto la ricerca mi permette di seguire l’evoluzione della malattia, la eliminazione degli agenti patogeni, comprendere in ogni momento tutte le reazioni che stanno avvenendo nel sistema immunitario.

La medesima medicina (convenzionale) indica la strada terapeutica nell’azione diagnostica e terapeutica con la possibilità di seguire l’evoluzione della patologia  verso la guarigione, ma non possiede gli strumenti per poter evidenziare in tempo reale la presenza degli agenti patogeni, delle cause, come condurre il ragionamento clinico conoscendo immediatamente lo stato dell’organismo nel suo complesso, degli organi, delle cellule, della matrice extracellulare, del microambiente, del sistema immunitario, come giungere alla diagnosi considerando tutti i sintomi, specifici, caratteristici, peculiari, vaghi, aspecifici, che comprende l’analisi della funzionalità del sistema immunitario, poiché l’azione della strategia terapeutica si rivolge a questo e deriva esattamente da tutto il percorso del ragionamento clinico, stabilendo le basi per le verifiche successive della progressione del raggiungimento della funzionalità regolare e fisiologica dell’organismo.