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mononucleosi recidiva

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Gentile dottore,

le scrivo in quanto ho letto una sua risposta sul sito medicitalia relativa ad un utente che esponeva il suo quadro clinico correlato ad una Mononucleosi.

proprio in questa sua risposta, ho trovato informazioni assai interessanti, nelle quali peraltro mi ritrovo completamente: anche io anni fa ho avuto una mononucleosi, e a distanza di anni, le IgG anti EBV sono ancora positive, e io sono perennemente stanca, senza forze... senza considerare che mi si è sviluppata una tiroidite autoimmune.

Leggo che lei ha sviluppato una metodica per debellare completamente le reminescenze del virus.

potrebbe parlarmene? vorrei valutare l'idea.

Grazie

Egregia, il virus di Epstein Barr è il responsabile della sua sintomatologia e della tiroidite autoimmune, questo è il motivo che mi spinge a stabilire la strategia terapeutica per la sua radicazione, con la sicurezza che effettivamente è stato radicato. La considerazione principale è esattamente la certezza ottenuta della effettiva eliminazione degli agenti patogeni dopo il loro ingresso, anche quando questi sono entrati in maniera silente, mantengono la loro permanenza latente e persistente continuando a determinare i processi infiammatori che producono i sintomi. Il virus di Epstein Barr è sempre presente nelle cellule, continua a stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi IgG, le IgM non sono più necessarie.

La medicina integrata omeopatica mi mette nella condizione di comprendere la presenza del virus di Epstein Barr, queste cause che la hanno condotta alla tiroidite autoimmune perennemente stanca, senza forze..., l’organismo nel suo complesso, quali agenti patogeni sono presenti, oltre al virus di Epstein Barr, quale infezione\infiammazione anche minima è presente, l’organismo nel suo complesso, poiché oltre al ragionamento clinico convenzionale, applico anche quello omeopatico ed omotossicologico, che sono importanti per comprendere l’organismo nel suo insieme, non solo questo, ma mi mette a disposizione esami strumentali non invasivi, che in tempo reale mi permettono di verificare i processi infiammatori minimi, asintomatici che si stanno verificando, oltre a quelli evidenti, quali alterazioni si stanno verificando sul sistema immunitario, quali organi sono compromessi, ma anche degli altri agenti patogeni, oltre al virus di Epstein Barr, che possono essere i corresponsabili della sua tiroidite autoimmune perennemente stanca, senza forze..., ma anche tutte le cause che la hanno condotta alla malattia principale. Importante è comprendere tutti gli avvenimenti fisiopatologici che la hanno condotta alla malattia, questa si prepara nel tempo non accade improvvisamente e scopo principale della medicina integrata è identificare ogni causa, per poterla condurre alla sua soluzione senza soppressioni. L’organismo deve rimanere sempre “pulito”, la cantina non deve contenere depositi, poiché potrebbero incrinare il palazzo. Soprattutto questi esami mi permettono di seguire l’evoluzione della malattia, la eliminazione degli agenti patogeni, comprendere in ogni momento tutte le reazioni che stanno avvenendo nel sistema immunitario.

La medesima medicina (convenzionale) indica la strada terapeutica nell’azione diagnostica e terapeutica con la possibilità di seguire l’evoluzione della patologia verso la guarigione, ma non possiede gli strumenti per poter evidenziare in tempo reale la presenza degli agenti patogeni, delle cause, come condurre il ragionamento clinico conoscendo immediatamente lo stato dell’organismo nel suo complesso, degli organi, delle cellule, della matrice extracellulare, del microambiente, come giungere alla diagnosi considerando tutti i sintomi, specifici, caratteristici, peculiari, vaghi, aspecifici, che comprende l’analisi della funzionalità del sistema immunitario, poiché l’azione della strategia terapeutica si rivolge a questo e deriva esattamente da tutto il percorso del ragionamento clinico, stabilendo le basi per le verifiche successive della progressione del raggiungimento della funzionalità regolare e fisiologica dell’organismo.

La tiroidite autoimmune necessita di esatta terapia poiché provocata dal Virus di Epstein Barr, persiste nella determinazione dei sintomi.

La terapia integrata omeopatica può risolvere la presenza del virus di Epstein Barr, che è il virus responsabile della Mononucleosi, la terapia è la determinazione di una strategia che deriva dalla analisi dell’organismo, degli organi, delle cellule, del sistema immunitario, della presenza del virus di Epstein Barr, degli altri microorganismi che lo accompagnano. Non è un singolo farmaco, che può eliminare il virus e gli altri agenti patogeni, ma uno studio minuzioso di quanto è avvenuto nell’organismo, che conduce alla diagnosi e alla terapia che ne consegue. Importante è sempre l’intervento immediato quando i sintomi si presentano, poiché rappresentano l’inizio della risposta del sistema immunitario nei confronti della infezione\infiammazione, mentre la sua progressione nel tempo, la difficoltà del sistema immunitario a risolvere il problema e chiede un aiuto, che deve essere sempre indirizzato alle cause che lo hanno determinato. Non è così banale in medicina integrata omeopatica, la terapia verso il sintomo, febbre\tachipirina, febbre\antibiotico, febbre\cortisone, poiché essenziale, prima di ogni terapia è la determinazione e la verifica delle cause, che hanno provocato i sintomi, che conducono sempre al ragionamento clinico e non devono essere mai soppressi, ma compresi, e condotti alla loro lenta soluzione agendo sulle effettive cause.

La verifica della presenza del virus di Epstein Barr è fondamentale, poiché rappresenta un pericolo per il sistema immunitario, il virus ha prodotto una strategia particolare per rimanere nelle cellule, lentamente produrre infezione\infiammazione, rimanere latente e persistente per diverso tempo e poter vivere e riprodursi costantemente, infettare altre persone, per questo la sua trascuratezza, ne permette la permanenza e la possibilità di infettare molte altre persone, così quasi l’80% delle persone ne sono infette, ma questo giustifica l’inizio della terapia immediata che è possibile stabilire con la determinazione rapida della sua presenza, anche prima che possa manifestarsi con i sintomi. Il virus di Epstein Barr entra nell’organismo in maniera subdola, non solo con la manifestazione della Mononucleosi, esattamente, come è avvenuto nel suo organismo, progressivamente iniziano i sintomi che gradatamente si aggravano fino a diventare ingravescenti. L’intervento terapeutico applicato immediatamente, prima che si verifichi l’aggravamento, comprendendo esattamente quanto il sistema immunitario sta comunicando.

La strategia terapeutica applicata deriva sempre dalla analisi corretta dell’organismo nel suo complesso e di ogni sua cellula, che va a comporre l’organo, di ogni cellula che ha presente il microorganismo e che non riesce ad eliminare, il sistema immunitario ha bisogno di un aiuto, non di una soppressione. Comprendere le cause è fondamentale per giungere con certezza alla guarigione, che significa la eliminazione completa dei microrganismi responsabili, dalle cellule.

Come vede la terapia e le successive fasi per verificare il progressivo allontanamento del virus di Epstein Barr, che assolutamente non deve rimanere nelle cellule, poiché apparenti riduzioni dei sintomi, non hanno il significato di guarigione, questa si verifica solamente quando il virus effettivamente è stato radicato. Di questo devo avere la certezza.

Il virus di Epstein Barr è molto studiato a livello di ricerca, ma poco considerato nella pratica clinica. Ha la proprietà di rimanere latente e persistente in forma attiva quando entra e continuare la sua azione infiammatoria, non più in maniera eclatante, come nella malattia Mononucleosi, ma subdola, provocando proprio quei sintomi caratteristici della prosecuzione della sua azione a livello cellulare. Non è più il linfocita citotossico che provoca i sintomi, con la produzione delle citochine, ma la sua azione diretta sulle cellule infettate, inibendone le funzioni e spostandole verso le sue esigenze. Un intervento immediato con i farmaci omeopatici prescritti secondo il principio corretto di similitudine, aiuta il sistema immunitario nella sua pronta eliminazione, evitando tutte le conseguenze della sua permanenza. Nel caso in cui vengano prescritti farmaci anti-febbrili, -dolorifici, -biotici, questo virus rimane nelle cellule, poiché ha la proprietà di nascondersi al sistema immunitario. Il virus ha sviluppato una strategia per eludere il sistema immunitario nonostante, malgrado la potente risposta immunitaria effettuata nei suoi confronti. Il virus di Epstein Barr, codifica una citochine ed un recettore che è importante per modulare il sistema immunitario e permettere la persistenza della infezione. Nella composizione proteica del virus è presente la proteina BCRF1 in cui partecipano nella sequenza amminoacidica il 70% degli amminoacidi della interleuchina 10, che viene utilizzata per comunicare a tutto il sistema immunitario, che l’infezione è terminate e il responsabile Epstein Barr è stato eliminato, questo è l’inganno programmato dal virus; interviene inibendo la sintesi, produzione dell’interferone. La proteina EBV BARF1 funziona come un recettore per il fattore 1 che stimola la produzione delle colonie linfocitarie, BARF1 funziona come un recettore che blocca la produzione delle citochine, BCRF1 e BARF1 aiutano il virus ad eludere il sistema immunitario durante l’infezione acuta della Mononucleosi, o la riattivazione del virus dalle cellule infettate nella sua fase latente e persistente.

Così il virus inganna il sistema immunitario, ma anche il medico, che crede non sia più presente e quindi non considera più la sua presenza e non prende provvedimenti, cercando altre soluzioni, cercando di sopprimere i sintomi, senza comprenderne l’importanza, la dimostrazione della loro esatta provenienza presentati dalla persona che ne è infetta.

Il virus rimane dentro, una volta entrato, si riattiva periodicamente, il problema consiste nella sua possibilità di creare problematiche importanti. tiroidite autoimmune. Il virus di Epstein Barr è ancora presente, i sintomi lo dimostrano, questo ha la caratteristica di rimanere, latente, persistente, in forma attiva, quasi asintomatico, ma provoca una infezione\infiammazione cronica attiva persistente, subclinica, non rilevabile, con i comuni esami, ma presente, riattivarsi costantemente e periodicamente, in forma sempre progressiva in aggravamento.

Questo è il motivo per cui io ritengo la sua eliminazione essenziale, ed ho strutturato una metodica che con il tempo lo elimina, aiutando il sistema immunitario in questo compito.

Proprio per poter arrivare ad una spiegazione in maniera precisa e rapida, in studio effettuo esami strumentali, non invasivi, che mi permettono, in tempo reale, di seguire il ragionamento clinico diagnostico, accertare le effettive cause della sintomatologia espressa, chi la sta provocando o innescando come agente patogeno, che può essere entrato con il virus di Epstein Barr, come il Cytomegalovirus, Helycobacter Pylori, verificare quali alterazioni sono state provocate sul sistema immunitario, approntare la terapia adeguata, poter seguire, nei controlli, la evoluzione della patologia.

Successivamente, gli esami consigliati, saranno rivolti effettivamente alle problematiche della persona esaminata, per affinare la ricerca della problematica.