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Mononucleosi, maledetta Mononucleosi

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maledetta mononucleosi.....

Egregio dot Alberto
ho letto una tua risposta su questa maledetta malattia.
mia figlia dal
1 di gennaio
ha iniziato a avere febbre 37 e mal di testa,dopo che ho girato in tanti dot che mi dicevano varie cose e mi hanno dato (zimox,augmentin) pensavano che aveva sinusite,abbiamo fatto dei esami specifici e e venuto fuori che a mononucleosi.
mia
figlia si lamenta di forte mal di testa,febbre,e senso di vomito.
la febbre va e viene non scende mai sotto 36 e 8 e non va mai sopra 37 e 6,mal di testa e sempre fissa,e ci hanno detto che i antibiotici fanno male a questa malattia.
ho letto scritto da lei la malattia “mononucleosi diciamo che “passa”, ma il virus, una volta entrato, non va più via. Per questo, va portato via, ma bisogna avere la possibilità di farlo, per questo ho strutturato una metodica che mi permette, utilizzando esami di medicina convenzionale e biologica, di seguire il ragionamento diagnostico e terapeutico, individuare la terapia personalizzata sulla persona in esame, seguire la eliminazione del virus, insieme a tutti quelli di cui ha permesso l’ingresso.
Gli antibiotici hanno determinato un certo sollievo, ma bisogna ricordare che contro i virus, la medicina chimica, non possiede nessun farmaco, bisogna indagare attentamente tutto il percorso che il virus ha eseguito, individuarlo insieme agli altri, conoscerne la quantità, accertare quali danni ha iniziato a produrre, approntare la terapia più idonea.
chiedevo se e possibile, quanto può durare cossi e cosa poso fare ????????????
distinti saluti.
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Egregia, la presenza del virus di Epstein Barr, responsabile della mononucleosi è molto semplice determinarla precocemente e attuare immediatamente la strategia terapeutica per poterlo immediatamente eliminarlo, con la sicurezza che effettivamente è stato radicato successivamente.  Questo prontamente, appena si verifica la febbre, per evitare proprio tutti i sintomi caratteristici della sua presenza, che sua figlia sta manifestando. Successivamente, quando si è stabilizzato nelle cellule, l’analisi corretta dell’organismo, degli organi, delle cellule in cui è presente, conduce il ragionamento clinico, la evidenza del virus di Epstein Barr, gli altri agenti patogeni che ha potuto far entrare, che permette la diagnosi esatta e la strategia terapeutica per la sua eliminazione, mettere le basi per stabilire successivamente la sua effettiva uscita dalle cellule.

La radicazione del virus di Epstein Barr non solo è possibile, ma è estremamente necessaria altrimenti il virus rimane nelle cellule, continuando a produrre infezione\infiammazione, determinando tutti i sintomi caratteristici, può mettere in moto alcune patologie ben note, che possono chiaramente prevenute, non fatte accadere.

La applicazione della strategia terapeutica impedisce la permanenza del virus e permette la sua effettiva radicazione.

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