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ansia, tachicardia, sbalzi d’umore e costante forte preoccupazione

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ansia tachicardia sbalzi d’umore  attacco di panico lesione epatica adenoma epatico ecografia dermatite fascicolazioni reflusso gastroesofageo inversione della formula tra neutrofili e linfociti

Gentile Dott. Moschini, mi permetto di scriverle questa mail e di approfittare del suo tempo, dopo aver letto i preziosi e interessanti consulti da lei forniti su diversi siti internet. Vorrei sottoporle la mia situazione, ben sapendo che un consulto via mail non ha certo la stessa valenza di una visita, e chiederle quindi se il mio “caso” potrebbe eventualmente essere da lei trattato e se e quali esami dovrei eventualmente effettuare prima ancora di una visita. Premetto che abito vicino a Varese e che quindi è anche per questo che le scrivo prima,anziché venire direttamente da Lei.

Prima di tutto qualcosa di me:   ho 35 anni, fumatrice da circa 15, ho assunto la pillola 
anticoncezionale per circa 12 anni, interrompendola periodicamente, faccio regolarmente attività fisica almeno 3 ore la settimana (studio e insegno danza), altezza 1.60, peso 52-53 kg. 
Ad oggi sono in cura da un medico omeopata, cercherò, quindi di esporle fondamentalmente quello 
che è emerso e le patologie che sono risultate rilevanti o correlate in sede di visita con tale medico. 
E’ necessario sottolineare che negli ultimi 3 anni sono stata sottoposta a grande stress emotivo e a forti 
momenti di ansia (a causa di una non facile situazione familiare, che se riterrà necessario, sono pronta a raccontare, ma non lo faccio ora per non dilungarmi più del necessario), con conseguenti momenti di 
ansia, tachicardia, sbalzi d’umore e costante forte preoccupazione.
Nel gennaio del 2008 (a seguito di esami del sangue di routine, dove veniva evidenziato un valore leggermente (così lo ha definito il mio medico curante) elevato delle gamma GT – 62 su valori standard 0-32), mi sono sottoposta a ecografia addome completo, attraverso la quale mi è stata riscontrata una lesione epatica di circa 6 cm, da riferirsi verosimilmente a adenoma epatico o iperplasia nodulare focale, probabilmente causato dall’assunzione della pillola. Ho immediatamente smesso la pillola e ho ripetuto l’ecografia e gli esami del sangue dopo 6 mesi (luglio 2008), come consigliatomi. La lesione era rimasta 
invariata, le gamma GT erano scese di poco (52) . A gennaio di quest’anno ho effettuato una tac addome completo con e senza mezzo di contrasto e nuovamente gli esami del sangue. Il referto della tac indica una lesione che SEMBRA di natura benigna, probabilmente un adenoma, ma non esclude l’ipotesi di iperplasia, invariata come dimensione rispetto a quelle rilevate dall’ecografia.
Dal mese di agosto 2008 sono affetta da una dermatite palmo-plantare che il medico di base e un’amica pediatra hanno identificato come disidrosi, aggiungendo entrambi che tale patologia è a eziologia sconosciuta e fondamentalmente incurabile (oltre che recidivante) attraverso la medicina tradizionale. Per tale motivo non mi sono recata da un dermatologo (volendo assolutamente evitare cure cortisoniche o 
antiistaminiche che, a quanto pare, sono gli unici palliativi che vengono utilizzati), bensì è da novembre che sono in cura dal  medico omeopata, ma, purtroppo, con scarsi risultati, per lo meno per quanto 
riguarda la dermatite. 
L’omeopata, dopo l’accurata prima visita, mi ha prescritto il rimedio Sepia 200k, e dopo la seconda sono passata a Sepia 1Mk, al quale ha aggiunto l’epato-protettore Cardus Marianum TM per via dell’adenoma/iperplasia. 
Credo sia però fondamentale andare oltre, per darle un quadro un po’ più definito. 
Dal mese di settembre 2008 (a seguito di una “crisi isterica” –pianto ininterrotto per ore e molta rabbia sempre causata dai problemi familiari sopra citati), inoltre, ho iniziato ad avvertire delle fastidiose fascicolazioni (il mio medico di base le ha definite tali), inizialmente al quadricipite destro e poi si sono diffuse un po’ in tutto il corpo. Per i primi 15 giorni si sono limitate al quadricipite e si presentavano tutti i 
giorni, più volte al giorno, mentre ora sono molto più sporadiche, ma diffuse in tutto il corpo. Il medico ha attribuito anch’esse allo stress e per qualche tempo ho assunto un integratore di magnesio che, in effetti, ha degli effetti positivi anche sotto altri aspetti, come ad esempio il mal di testa e la cattiva digestione. 

Devo infatti aggiungere che soffro di mal di testa muscolo-tensivo dall’età di 17-18 anni e che intorno ai 21 anni ho iniziato ad avere problemi di stomaco. Inizialmente si trattava di un gonfiore improvviso, spesso dopo i pasti, ma a volte si presentava dal nulla, in momenti particolarmente stressanti come ad esempio un esame all’università. Nel tempo si è trasformato in quello che il medico ha diagnosticato come malattia da reflusso gastroesofageo. Posso affermare che entrambi i sintomi sono parecchio migliorati dopo aver smesso la pillola. 
La stessa interruzione ha allo stesso tempo riscatenato i dolori mestruali (non insopportabili, ma comunque fastidiosi) e la sindrome premestruale e hanno iniziato a “fiorire” brufoli sul viso, quasi fosse una leggera 
forma d’acne (cosa che da adolescente non ho mai avuto). Questi ultimi sintomi sono nettamente migliorati con l’assunzione del rimedio omeopatico, acne compresa. 
L’omeopata mi ha prescritto, quindi, un rimedio che potesse curare la totalità della persona, come lei ben sa.
Posso dire che i dolori mestruali e il mal di testa sono notevolmente migliorati e allo stesso modo anche l’umore e l’ansia (ma c’è anche da dire che la situazione familiare è decisamente migliorata e forse in 
via di risoluzione, quindi questo ha sicuramente contribuito in maniera decisiva), la dermatite però rimane, migliora, peggiora (soprattutto durante il ciclo), rimigliora, di notte continua a prudere e la zona 
colpita si allarga pian piano. Secondo la dottoressa tale dermatite “è la mia salvezza”, nel senso che “buttando fuori” salvo “il dentro” e che non devo preoccuparmi. Ho fiducia in tale diagnosi, ma allo stesso 
tempo è una situazione piuttosto fastidiosa, sia per il prurito che per la difficoltà a compiere alcune azioni (soprattutto quando la secchezza della pelle porta a desquamazioni, tagli o ulcerette). Fortunatamente è 
ancora localizzata a una piccola porzione dei palmi e delle piante dei piedi, ma la mia paura è che si allarghi sempre più. 
Gli ultimi esami del sangue hanno, inoltre, evidenziato una leggera anomalia nella formula leucocitaria: sebbene, infatti, tutti i valori siano compresi nei range di minimo e massimo (compreso il totale dei globuli bianchi che è praticamente a metà tra il minimo e il massimo), si presenta una leggera inversione della formula tra neutrofili e linfociti (tendenti verso il limite minimo i primi, mentre tendenti verso il limite massimo i secondi).
A tutto ciò si aggiunga che sono un tantino ipocondriaca e che a volte penso subito al peggio e mi allarmo molto. Ora, se è arrivato fino qui, la ringrazio infinitamente per la pazienza. So di essermi dilungata molto, ma mi sembrava tutto importante. 
Sono quindi a chiederle cosa ne pensa e se potesse darmi un consiglio. 
La ringrazio infinitamente.

 

 

Egregia, comincio dalla inversione della formula, che dimostra una infezione virale, che devo cercare, che potrebbe aver provocato, dall’età di 17, 18 anni quel mal di testa, il rialzo delle GammaGT, la lesione epatica, dermatite e fascicolazioni, come anche ansia, tachicardia, sbalzi di umore che dimostrano una disregolazione, in senso maggiore degli ormoni tiroidei. Il reflusso gastroesofageo è indice della presenza dell’Helycobacter Pylori, susseguente alla presenza della infezione cronica, attiva persistente, creata da quel virus, dimostrato dalla inversione della formula.

 

Molti sono gli agenti patogeni che possono essere presenti ed hanno la capacità di rimanere latenti e persistenti nel tempo, riattivarsi periodicamente, lentamente cominciare e creare disequilibrio nell’organismo, che costantemente ne viene in contatto; non sono mai stati eliminati completamente, ma rimasti dentro le cellule in forma attiva, ogni tanto escono dalle cellule per passare nei tessuti extracellulari, a questo punto il sistema immunitario, le cellule deputate a tale funzione li individuano, ne prendono conoscenza e cominciano  a produrre proteine, citochine, che comunicano a tutto il sistema quanto sta avvenendo; queste proteine hanno la capacità di produrre sintomi, che sono proprio quelli che lei avverte. I sintomi sono espressione di quanto sta avvenendo nel sistema immunitario, l’attività delle cellule, nei confronti degli agenti patogeni presenti. Interpretare questi, significa comprendere l’attività del sistema immunitario e provvedere a aiutarlo nel suo compito.

 

La terapia devo rivolgerla anche alla presenza di questi agenti patogeni, che mantengono poi i sintomi, altrimenti da una parte leva e dall’altra mette, il bidone non si svuota mai.

 

Gentilissimo Dottor Moschini, innanzi tutto la ringrazio infinitamente per la rapidissima e esauriente 
risposta. Questo conferma quanto dettomi da una sua paziente, mia cara amica, che mi ha parlato di lei come di una persona gentile e disponibile, oltre che molto competente. Lunedì chiamerò la Sua 
segretaria per vedere di fissare un appuntamento al più presto. Le chiedevo degli esami da effettuare perché l'omeopata di cui le parlavo mi ha consigliato di eseguire tipizzazione linfocitaria (proprio per via dell'inversione) e esami per la tiroide e vedo che anche lei è del parere che entrambe le cose possano essere "sregolate". Le chiedo a questo punto, se vale la pena farli o aspettare dopo la visita da Lei.
Ringraziandola ancora, le porgo i miei più cordiali saluti, aspettando di poterla conoscere e ringraziare di persona.

 

Egregia, la ringrazio, preferisco prima eseguire la visita, durante la quale giungo alla spiegazione dei suoi sintomi, la causa che li ha provocati, gli agenti patogeni presenti, la terapia adeguata; successivamente consiglio esami effettivamente mirati alle problematiche che ho riscontrato. Gli esami non mi servono per fare la diagnosi, ma per confermare quanto ho riscontrato durante la visita, io devo conoscere le cause che hanno messo in moto i suoi sintomi, per poterle eliminare, condurre i sintomi alla loro lenta soluzione; gli esami affinano quanto ho riscontrato.

Consideri che la visita ha una durata media di due ore, quindi venire con calma e tranquillità.